BPCO: i benefici dell’Esercizio Fisico Adattato

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La Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), è molto diffusa e l’onere di questa malattia è in costante aumento. Una volta veniva vista come una malattia limitata a i soli polmoni, ma ora viene riconosciuta come una malattia sistemica associata a varie patologie concomitanti. Debolezza muscolare e atrofia sono associati ad una scarsa sopravvivenza nella BPCO. In contrasto con il  sistema respiratorio, i muscoli degli arti hanno una notevole plasticità in risposta all’esercizio e sono, di conseguenza, un’obiettivo importante perle terapie volte a ridurre la disabilità e, possibilmente, la mortalità in questi soggetti.BPCO_2010Side Per questo l’esercizio fisico, è una componente essenziale nella riabilitazione polmonare. In realtà, l’esercizio fisico è il più potente intervento che è attualmente disponibile per fornire sollievo sintomatico nella BPCO. Nonostante tale comprovata efficacia, una sfida attuale è quella di trovare il modo di ottimizzare i benefici di questo intervento chinesiologico, per migliorare la funzione muscolare degli arti, tenendo conto delle caratteristiche dei soggetti e la gravità della malattia.

ADEGUAMENTI STRUTTURALI

L’atrofia muscolare degli arti è comune nella BPCO e si stima che il 25% dei soggetti presenta un impoverimento della massa corporea magra. Il processo di atrofia nella BPCO colpisce in particolare i muscoli degli arti inferiori, e gli studi di biopsia sul vasto laterale rivelano che l’area della sezione trasversale di tutti i tipi di fibre è ridotto, anche se alcuni sostengono che le fibre IIx possono essere le più colpite. Un cambiamento di fibra muscolare dal tipo I, al tipo IIx nel quadricipite è molto frequente nella BPCO. Coerentemente con il passaggio della fibra-tipo, il quadricipite, tipicamente è meno efficace nei percorsi per la produzione di ATP, i quali sono inibiti a favore del metabolismo glicolitico. Come risultato, il metabolismo energetico del quadricipite è alterato durante l’esercizio da un maggiore utilizzo di glicogeno e l’accumulo di lattato. Questo indica un maggiore ricorso a glicolisi, un non efficiente percorso energico, anche a bassi carichi di lavoro. Questo disturbo porta ad un affaticamento precoce, anche per le maggiori esigenze ventilatorie durante l’esercizio fisico, e, di conseguenza, intolleranza all’esercislide_5zio. Un calo di forza del 15-25% viene registrata nei muscoli degli arti superiori e inferiori. Questa differenza nella forza muscolare scompare quando la forza del quadricipite è normalizzata, fornendo ulteriori prove che l’atrofia muscolare è il principale meccanismo di debolezza in questa malattia. L’affaticamento muscolare normale durante l’esercizio, ma nella BPCO si verifica con maggiore ampiezza e a intensità di esercizio molto più basse. Ciò ha implicazioni dirette per la tolleranza di esercizio, come affaticamento delle gambe, acidosi precoce, e la percezione del la stanchezza delle gambe, che sono tutti meccanismi attraverso i quali aumenta l’intolleranza all’esercizio.

EFFETTI DELL’ESERCIZIO FISICO

L’esercizio fisico da solo o in combinazione con altre strategie, come l’integrazione nutrizionale, è in grado di migliorare la massa muscolare, la forza e resistenza, contribuendo a migliorare la qualità della vita e la tolleranza allo sforzo. L’allenamento di resistenza (forza) è considerata una componente essenziale della riabilitazione polmonare data la sua capacità di migliorare la capacità di esercizio e per ridurre la dispnea. L’esercizio fisico esercita adattamenti fisiologici, tra cui la regolazione della frequenza cardiaca, respirazione più efficace e un minore grado di acidosi lattica in esercizio sub-massimale. Una diretta conseguenza di questi adattamenti è che i pazienti sono in grado di tollerare il lavoro di picco più alto e carichi di esercizio sub-massimali per periodi di tempo più lunghi. L’allenamento aerobico di resistenza migliora la capacità ossidativa del muscolo, promuove l’adattamento della fibra dal tipo IIx al tipo I, aumentando le sezioni trasverse di tutte le fibre. La bio-energetica muscolare migliora, portando una maggiore attività ossidativa mitocondriale, enzimatica, e una maggiore densità capillare, ipertrofia muscolare.

MIGLIORAMENTO ESERCIZIO-SPECIFICO

L’intensità di allenamento all 80% della forza massimale, può essere tollerata dalla maggior parte dei soggetti. L’allenamento di forza è efficace nel contrastare gli effetti dell’inattività attivando proprietà rigenerative del tessuto muscolare garantita dalle cellule satelliti. Così è interessante considerare che intensificare l’esercizio fisico può promuovere una migliore funzione rigenerativa del muscolo stesso. Viceversa, farmaci anti-infiammatori durante l’allenamento attenuano quest’effetto di rimodellamento muscolare. L’Interval training che include brevi periodi di intenso esercizio fisico intervallati da periodi di recupero, produce meno dispnea e può quindi facilitare la tolleranza all’esercizio fisico. L’interval training è efficace in quanto aumenta la sezione trasversa delle fibre di tipo I e II, migliorando la capacità ossidativa. I soggetti a rischio di iperinflazione dinamica e quelli con scarsa tolleranza allo sforzo e ridotta massa muscolare, potrebbero essere il target di questo tipo di intervento. 
I soggetti con BPCO dovrebbero essere fortemente incoraggiati nell’eseguire programmi di esercizio fisico adattato, dal momento che questo intervento è riconosciuto come il più potente per fornire sollievo sintomatico e volto a migliorare le disfunzioni muscolari in questa 
malattia. L’impatto positivo di esercizio fisico a livello muscolare è indiscutibile e non c’è corrente razionale o prove per giustificare una contro-indicazione, tranne in condizioni di comorbidità gravi e instabili.

BIBLIOGRAFIA

Fernanda Ribeiro et al. “Should all patients with COPD be exercise trained?” J Appl Physiol 114: 1300–1308, 2013

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Dott. Fabio Perna

Chinesiologia Clinica / Nutrizione Umana / Nutraceutica e Longevità / mail: dott.fabioperna@gmail.com

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