L’esercizio fisico è un tipo di stress fisiologico che ha un effetto sostanziale sulla vita dei leucociti. La quantità di diversi ormoni, citochine e altri fattori, che potrebbero influenzare la sopravvivenza cellulare, sono aumentati o diminuiti in funzione dell’esercizio fisico.
ESERCIZIO FISICO E APOPTOSI DEI LINFOCITI
L’esercizio fisico ha un notevole impatto sul numero e sulle funzioni dei linfociti nel sangue. Mentre i numeri dei linfociti circolanti aumentano significativamente durante l’esercizio fisico, successivamente si ha una linfopenia post-esercizio. Si ritiene che la linfopenia è il risultato di almeno due diversi processi. Da un lato i linfociti si ridistribuiscono in vari tessuti e organi, dall’altro lato, parte delle cellule muore per apoptosi. Si pensa che questi processi funzionino in parallelo e la loro entità sembra dipendere dalla modalità di esercizio. Si presume che l’intensità dell’esercizio sia il principale responsabile dell’apoptosi del linfocita. È stato ripetutamente dimostrato che l’esercizio aerobico intensivo (es. maratona, ultra-maratona), aumenta sia la percentuale che il numero totale di linfociti circolanti. Un aumento dell’apoptosi dei linfociti si verifica dopo il superamento una soglia del 40-60% del VO2max. Si può ipotizzare che la concentrazione dei potenziali mediatori dell’apoptosi, siano espressi in modo graduale con l’aumentare dell’intensità dell’esercizio e che inducono l’apoptosi dopo aver superato una soglia specifica.
Oltre all’esercizio di resistenza aerobica, è stato anche dimostrato che l’apoptosi linfocitaria, aumenta anche dopo l’esercizio di forza e l’intensità di carico utile, dovrebbe essere circa al 75% di 1RM, mentre la durata del tempo di recupero o di riposo sembra avere solo il minimo effetto. Non conta solo l’intensità dell’esercizio, occorre anche un minimo di durata nell’allenamento, per indurre un aumento significativo dell’apoptosi.
La sensibilità all’apoptosi dei linfociti sembra essere inversamente correlata allo stato di fitness. La morte cellulare programmata si verifica solo in soggetti non allenati o non atleti. Queste osservazioni supportano l’ipotesi che l’attività fisica regolare può prevenire la soppressione indotta dallo stress, rafforzando la resistenza cellulare.
ESERCIZIO FISICO E APOPTOSI DEI NEUTROFILI
Syu et al. hanno dimostrato che un test da sforzo incrementale acuto, ha indotto un stato ossidativo nei neutrofili e ha provocato l’accelerazione dell’apoptosi spontanea dei neutrofili. Si deve considerare che l’esercizio acuto però, va a mobilitare e sacrificare attraverso l’apoptosi, i neutrofili immaturi non segmentati dal midollo osseo. In soggetti sedentari, in seguito all’esercizio, vi è un aumento della produzione di ROS e ridotto potenziale di membrana mitocondriale. La regolazione dell’apoptosi dipende dallo stato di allenamento dei soggetti che indica quindi un effetto di adattamento nella regolazione della morte cellulare dei neutrofili.
Si presume che l’esercizio fisico, successivamente all’adattamento, induca uno spostamento verso sotto-popolazioni linfocitarie con una maggiore densità di recettori CD95 sulla loro superficie, utile quindi per il loro rinnovo.

RILEVANZA FISIOLOGICA DELL’APOPTOSI DURANTE L’ESERCIZIO FISICO
Simpson et al. hanno notato che i linfociti, che vengono mobilizzati nel sangue durante l’esercizio, sono prevalentemente cellule senescenti / morenti e dato che queste cellule muoiono principalmente per apoptosi, si può ipotizzare che l’apoptosi linfocitaria indotta dall’esercizio fisico abbia lo scopo di creare uno “spazio vuoto” per una nuova e migliore funzionalità dei linfociti ed espandere così il repertorio di nuove cellule T. Pertanto, si può presumere che l’esercizio promuova la morte cellulare, così come la produzione di cellule nuove. L’idea che l’esercizio fisico aumenti non solo la morte cellulare, ma il turnover in generale, è supportato anche da diversi studi che hanno dimostrato che, ad esempio, l’esercizio fisico mobilita le cellule progenitrici ematopoietiche dal midollo osseo. É noto soprattutto che dopo protocolli di esercizio eccentrico, i neutrofili sono rapidamente mobilitati nella circolazione e migrano nel tessuto muscolare danneggiato. Pertanto, si può ipotizzare che la sopravvivenza dei neutrofili venga prolungata per migliorare successivamente il processo di riparazione nei tessuti muscolari.
BIBLIOGRAFIA
Karsten Krüger and Frank C. Mooren “Exercise-induced leukocyte apoptosis” EIR 20 2014
