Introduzione
L’esercizio fisico regolare può impedire e/o ritardare la progressione della malattie metaboliche come l’obesità, il diabete e l’ipertensione, che sono fattori di rischio di malattie del sistema nervoso. Il regolare esercizio fisico migliora la resistenza delle cellule allo stress ossidativo, aumenta il metabolismo energetico, la vascolarizzazione e la sintesi della neurotrofina. Questi fattori costituiscono importanti induttori di neurogenesi, sviluppo muscolare e il miglioramento della memoria. Questi benefici sono importanti nella prevenzione della malattia di Alzheimer e forniscono opzioni di trattamento per malattie neurodegenerative legate all’età.
La malattia di Alzheimer
La malattia di Alzheimer è una patologia neurodegenerativa che colpisce il cervello e costituisce la forma più comune di demenza nell’età senile. L’invecchiamento è il fattore di rischio principale che causa il deterioramento cognitivo e funzionale del sistema nervoso, caratterizzato dalla deposizione extracellulare di placche senili di beta-amiloide, causando atrofia cerebrale e demenza. La disfunzione mitocondriale indotta dalle placche senili è stata associata all’inibizione della produzione di ATP e la riduzione delle attività di enzimi chiave del metabolismo ossidativo come alfa-chetoglutarato deidrogenasi, piruvato deidrogenasi e citocromo ossidasi. Inoltre, viene ridotta l’attività del IV complesso mitocondriale dell’ippocampo e avviene una disfunzione dell’omeostasi del calcio aumentando così l’accumulo di calcio mitocondriale che contribuiscono alla diminuzione della ricaptazione del calcio, che porta alla traslocazione di molecole pro-apoptotici dai mitocondri al citosol. Le placche senili causano anche le mutazioni del DNA mitocondriale, favorendo l’accumulo eccessivo di radicali liberi a causa di una disfunzione mitocondriale che aumenta lo stress ossidativo.
Gli effetti benefici dell’esercizio fisico
Anche se vi è la mancanza di un totale consenso per quanto riguarda le attività fisiche ottimali associate alla prevenzione o miglioramento della malattia di Alzheimer, le attività aerobiche di intensità moderata sono preferite dai terapisti, sia in termini di praticità, sia in relazione al ruolo di angiogenesi (sviluppo di nuovi vasi sanguigni) e a fattori neurotrofici (aumento del flusso sanguigno cerebrale),
Tuttavia, diversi studi hanno individuato che anche l’allenamento ad alta intensità e di forza provocano diversi benefici. Queste tipologie di allenamento sono state associate ad un aumento della facoltà cognitive, il miglioramento del metabolismo del glucosio, della capacità cardiorespiratoria e la composizione corporea. Queste metodologie aumentano la massa muscolare e hanno effetti benefici sull’invecchiamento metabolico. Infatti, nei soggetti predisposti, la perdita di massa muscolare è stata associata ad un maggior rischio di sviluppare la demenza o la malattia di Alzheimer.
Attività regolari come la camminata possono rallentare o previene la malattia, mentre attività di forza sono particolarmente efficaci per migliorare la funzione posturale e motoria, migliorando la massa muscolare. Inoltre, le condizioni ambientali, quali l’esposizione alla luce e una buona alimentazione possono svolgere un ruolo importante nel migliorare i risultati preventivi. Una corretta programmazione di allenamento dove si effettuano sia attività aerobiche che di forza potrebbe essere una vantaggiosa forma di prevenzione.
La maggior parte degli studi epidemiologici hanno mostrato associazioni tra attività fisica e il declino cognitivo, suggerendo che le attività fisiche possono ritardare l’insorgenza della malattia di Alzheimer, così come il rischio di morte prematura. La riduzione della depressione sintomatologica, il miglioramento posturale, il miglioramento delle funzioni motorie e la riduzione delle placche senili. In particolare, 40 minuti di attività fisica aerobica come la spin bike, tapis roulant o la semplice camminata per un periodo di 12 settimane consecutive, è stata associata ad un aumento del flusso ematico cerebrale che migliora la neurogenesi nelle aree del cervello, tra cui l’ippocampo.
Inoltre, altri studi hanno invece individuato che, 1 ora di esercizio aerobico per un periodo di 6 mesi aumenta il volume della materia grigia e bianca nelle regioni corticali anche nei soggetti sopra i 60 anni.
L’attività fisica contrasta gli effetti nocivi dello stress ossidativo, riduce il colesterolo e la resistenza all’insulina, con conseguente aumento di vascolarizzazione e miglioramento del metabolismo energetico, stimola la neurogenesi e la sinaptogenesi, che migliorano la memoria e funzioni cognitive. Inoltre, l’attività fisica è stata associata con la diminuzione della degenerazione neurofibrillari e le neuroinfiammazioni.
Conclusione
L’allenamento aerobico e uno stile di vita sano inducono importanti effetti benefici sulla salute migliorando in tal modo la funzione esecutiva, la capacità di attenzione, la velocità di elaborazione, la memoria episodica e la memoria procedurale. L’allenamento ad alta intensità e di forza hanno invece un effetto neuroprotettivo attraverso la produzione di enzimi antiossidanti e fattori di crescita. Pertanto, è consigliabile combinare queste tipologie di esercizio all’interno di una adeguata programmazione.
Bibliografia
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