Malattia Infiammatoria Intestinale: Ecco perché l’Esercizio Fisico è Terapeutico

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Colite ulcerosa (UC) e morbo di Crohn (CD) sono le 2 forme principali della Malattia Infiammatoria Intestinale (IBD). Anoressia, malnutrizione, composizione corporea alterata e sviluppo di ipertrofia del tessuto adiposo bianco intra-addominale, sono caratteristiche tipiche di questa Malattia infiammatoria. A parte i cambiamenti intestinali, vi sono anche disturbi secondari come lesioni cutanee, artrite, osteoporosi e le alterazioni del fegato. L’associazione tra infiammazione e carcinogenesi è già dimostrata da tempo e la Malattia infiammatoria intestinale è un importante fattore di rischio per lo sviluppo del cancro al colon. Sebbene siano stati fatti progressi nella comprensione di questa condizione, la sua eziologia è ancora sconosciuta.

La teoria accettata suggerisce una componente multifattoriale (agenti ambientali) e una disfunzione del sistema immunitario della mucosa, che potrebbero così portare allo sviluppo delle 2 forme principali di malattia intestinale. Il Morbo di Chron è una malattia citochina-mediata, caratterizzata da un aumento della produzione di interferone (IFN-) γ, mentre la Colite Ulcerosa, molto probabilmente è caratterizzata da un aumento della produzione di interleuchina- (IL-) 5. Le Citochine, come TNF-α, IL-1β e IL-6, possono attivare il fattore NF-KB e le proteine chinasi attivate dal mitogeno, iniziando così una cascata di effetti pro-infiammatori “a valle” che sono i pre-requisiti immediati della patologia tissutale e degli organi nella Malattia. Recentemente, un fattore simile a TNF, il membro TNF Super Family (TNFSF), è apparso come un nuovo fattore nei processi infiammatori e il suo ruolo cruciale nella malattia infiammatoria intestinale. Le sue azioni sono mediate legandosi al fattore di crescita fibroblastico inducibile 14 (Fn14), recettore di superficie che è stato collegato a diverse vie di segnalazione intra-cellulare. Questo fattore (Fn14) può essere sovraregolato dalle cellule epiteliali intestinali, molto probabilmente per la loro esposizione a prodotti microbici o infiammatori, contribuendo così alla disfunzione della barriera mucosa.

L’esercizio fisico intenso può indurre una lieve infiammazione sistemica e un aumento del livello di citochine, che ha dimostrato aumentare la resistenza alle infezioni. I soggetti con Malattia infiammatoria intestinale potrebbero trarre beneficio dall’allenamento fisico, perché l’esercizio regolare potrebbe migliorare la salute psicologica e ridurre alcuni sintomi e complicanze della malattia.

I risultati indicano l’importante ruolo dell’esercizio fisico nel trattamento aggiuntivo di questa condizione. Il fatto che la selezione di un corretto dosaggio dell’esercizio è stato in grado di alleviare i sintomi, ridurre l’infiammazione del colon e contrastare gli effetti avversi associati alla terapia farmacologica, porta alla necessità di convincere i medici ad adottare lo stile di vita, come strategia terapeutica aggiuntiva. L’effetto protettivo dell’esercizio può essere in una certa misura, attribuito al suo effetto anti-infiammatorio mediato tramite peptidi derivati dai muscoli. Le contrazioni muscolari inducono il rilascio di miochine come IL-15, che mediano gli effetti antinfiammatori diretti e/o specifici sul grasso viscerale. Questo grasso mesenterico che è presente dall’insorgenza della malattia è associato alla sovra-espressione del TNF-α, leptina e altre adipochine correlate all’infiammazione dell’intestino e danno tissutale, suggerendo un ruolo importante del tessuto adiposo nel processo infiammatorio intestinale nel Morbo di Crohn.

L’Esercizio fisico esercita il suo effetto anti-infiammatorio attraverso una riduzione della massa viscerale e creando un ambiente anti-infiammatorio. La miochina IL-6, sembra essere in grado di mediare effetti metabolici e anti-infiammatori. In risposta alle contrazioni muscolari, le fibre muscolari esprimono la IL-6, che esercita i suoi effetti sia localmente nel muscolo che in diversi organi distanti. È stato ha accettato che l’aumento del livello di IL-6 è una risposta immunitaria al danno locale osservato durante l’esercizio. Anche IL-15 è espresso nel muscolo scheletrico umano in attività e anche elevati livelli circolanti di IL-15 hanno portato a riduzioni significative nel grasso corporeo, aumentando il contenuto minerale osseo. Negli esseri umani, i livelli plasmatici di Irisina dopo 10 settimane di allenamento regolare di resistenza, era significativamente aumentato. È stato suggerito che l’irisina potrebbe essere terapeutica per la malattia metabolica umana, l’obesità e altri disturbi. Di recente, un nuova miochina, SPARC, è stata registrata nel muscolo scheletrico, la quale viene secreta in risposta all’esercizio. Il rilascio di SPARC è stato collegato con l’inibizione della tumorigenesi del colon, aumentando l’apoptosi. La SPARC è una glico-proteina coinvolta nel rimodellamento e nella riparazione dei tessuti, modulando anche le interazioni cellula-cellula, come l’azione anti-tumorigenesi. È interessante notare che un singolo “attacco” di esercizio fisico, è in grado di aumentare rapidamente il contenuto sanguigno di SPARC. Questo aumento di SPARC indotto dall’esercizio fisico, si verifica solo grazie all’azione del muscolo scheletrico in attività e non in altri organi.

La malattia infiammatoria intestinale (IBD) è associata ad una diminuzione della densità minerale ossea e aumento del rischio di osteoporosi. È stato dimostrato che l’esercizio fisico può aumentare la densità minerale ossea (BMD) in questa condizione e può ridurre il rischio di fratture osteoporotiche. I pazienti pediatrici, in particolare, con la malattia di Crohn, sono a rischio extra, dato dalla possibile mancata crescita, perdita di peso e anemia. Potrebbe essere un ulteriore effetto benefico dell’esercizio fisico, il miglioramento dell’anoressia, mediante la modifica del rilascio di adipochine e grelina. L’effetto dell’esercizio fisico su diversi parametri immunitari potrebbe dipendere dalla sua intensità, durata e tipo di esercizio. Studi precedenti mostrano che l’esercizio a bassa intensità è ben tollerato nei soggetti con questa patologia. Nelle linee guida create nel 1998 per questa patologia, è stata raccomandata un’attività aerobica da 20 a 60 minuti, da 2 a 5 giorni ogni settimana, accompagnati da esercizio di forza, almeno 2 volte a settimana.

Anche se i trattamenti farmaceutici anti-infiammatori sono utili nel ridurre i sintomi di questa malattia, sono spesso correlati a gravi effetti collaterali e la loro efficacia non è completa. Questi soggetti continuano ad avere problemi fisici e psicologici, compromettendo la loro qualità della vita. L’esercizio fisico è consigliato anche perché potrebbe contrastare alcune complicazioni specifiche, migliorando la risposta immunologica, la salute psicologica, lo stato nutrizionale, densità minerale ossea e invertire la diminuzione sia della massa muscolare che della forza. Ulteriori studi sono sicuramente necessari per stabilire i regimi di esercizio specifici per diversi tipi di pazienti e complicanze.

BIBLIOGRAFIA

Jan Bilski et al. “The Role of Physical Exercise in Inflammatory Bowel Disease” Hindawi Publishing Corporation, BioMed Research International, Volume 2014, Article ID 429031, 14 pages

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Dott. Fabio Perna

Chinesiologia Clinica / Nutrizione Umana / Nutraceutica e Longevità / mail: dott.fabioperna@gmail.com

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