Durante la gravidanza, il corpo femminile subisce una serie di cambiamenti fisiologici e metabolici. I cambiamenti cardiovascolari, necessari per distribuire ossigeno e sostanze nutritive al feto, si integrano a cambiamenti ormonali/metabolici, per mantenere un’adeguata fornitura di tutti i nutrienti. Aumentano: volemia, frequenza cardiaca a riposo, gittata sistolica, la gittata cardiaca, temperatura, produzione di calore e ventilazione. Donne incinte, sperimentano anche un metabolismo glucidico superiore. Ogni giorno il fabbisogno calorico aumenta di 300 kcal. In particolare, lo scopo di questi adattamenti è quello di soddisfare le mutevoli esigenze di entrambi: madre e feto. Nel corso della gestazione, la crescita e lo sviluppo fetale dipende da 3 fattori chiave:
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Mantenimento del flusso di sangue ossigenato per il feto,
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Presenza di substrati energetici sufficienti,
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Mantenimento della temperatura corporea materna a 37,5 ° C (e sotto i 38,9 ° C durante l’esercizio), impedendo così un effetto teratogeno da ipertermia durante l’embriogenesi o lo sviluppo fetale.
L’esercizio fisico in gravidanza solleva importanti e giustificate preoccupazioni circa il potenziale re-indirizzamento del flusso ematico e dei substrati energetici, dalla placenta ai muscoli a lavoro, e che potrebbero contribuire alla restrizione della crescita fetale, portando ad un basso peso al momento della nascita. La restrizione della crescita fetale, intende un feto che non è riuscito a raggiungere il suo potenziale di crescita geneticamente determinata. L’esercizio fisico, se non svolto in maniera corretta (come ogni cosa), potrebbe causare stanchezza cronica, ipoglicemia, e un aumento del rischio di lesioni, ragione per cui negli studi si spiega in maniera esplicita che è necessaria la presenza di chinesiologi specializzati in tali attività motorie adattate. Per esempio, i cambiamenti di postura, provocano uno spostamento del baricentro che altera l’equilibrio e la coordinazione, così facendo le forze di taglio che agiscono sull’utero durante l’esercizio, possono causare lesioni sia alla madre che al feto. D’altro canto, l’inattività fisica porta lo stesso all’aumento di peso, aumento del rischio di diabete gestazionale, e una maggiore presenza di disagi: nausea, insonnia, crampi alle gambe, bruciore di stomaco, edema. Indipendentemente dalla condizione di attività o di sedentarietà, il feto può essere sottoposto ugualmente ad un alterato sviluppo. Pertanto, l’esercizio fisico strutturato e adattato secondo la giusta frequenza, durata e intensità, è fondamentale sia per il benessere materno, che fetale. Studiosi hanno dimostrato che un corretto protocollo di esercizio fisico è in grado di migliorare il metabolismo materno e cardiopolmonare, senza alcun effetto lesivo sul feto. Un regime di esercizio adeguato migliora la fitness cardiovascolare e muscolare, migliorando il mal di schiena, la postura, portando anche ad una diminuzione del rischio di diabete gestazionale, preeclampsia, evitando un eccessivo aumento di peso. È importante sottolineare che le donne precedentemente inattive, che svolgono meno dei 150 minuti raccomandati di esercizio fisico mo
derato e vigoroso a settimana, anche durante la gravidanza possono beneficiare dei programmi di esercizio adattato che prevedono una combinazione di esercizi aerobici e condizionamento muscolare. Revisioni sistematiche dimostrano che le donne in gravidanza, senza controindicazioni o condizioni patologiche particolari, sono a basso rischio di eventi avversi in gravidanza, quindi non devono esserci controindicazioni all’esercizio fisico. Data la bassa incidenza di eventi avversi in letteratura, è importante evidenziare che è necessaria la presenza di professionisti qualificati nell’esercizio fisico adattato, per garantire protocolli sicuri di esercizio durante la gravidanza.
SISTEMA CARDIOCIRCOLATORIO
Aumenta la volemia, fino ad 1 litro e mezzo in più. L’aumento della volemia, e quindi maggior ritorno venoso, aumenta la Gittata Sistolica. Aumenta la Frequenza Cardiaca a riposo e in quella sotto sforzo fino alla fine della gravidanza. L’incremento di G.C., può essere ridotta in quanto il peso del feto, comprime la vena cava inferiore, limitando il ritorno venoso. Nonostante la G.C. aumenta, la pressione arteriosa sistolica diminuisce, in quanto grazie al progesterone, si riducono le resistenze periferiche, permettendo il rilassamento della muscolatura liscia delle arteriole. Nell’esercizio fisico la frequenza cardiaca massima è più bassa, ma aumenta la G.S., la quale potrebbe ridursi dal 3 mese in poi.
APPARATO RESPIRATORIO
Aumenta la secrezione di muco. Il diaframma subisce uno spostamento verso l’alto. Quindi la mobilità del diaframma è ridotta e il respiro deve forzare più i muscoli costali, responsabili della inspirazione forzata. La ventilazione aumenta sia per l’aumento di volume corrente ma anche per l’aumento di frequenza respiratoria, stimolata dai chemocettori. Si riducono le resistenze dinamiche, a causa del progesterone. Aumenta il consumo di ossigeno.
PROTOCOLLI CHINESIOLOGICI
Indipendentemente dalla varietà e nella scelta del tipo di esercizio fisico, in stato di gravidanza deve essere sempre consigliata un’attività che riduca al minimo il rischio di perdita di equilibrio (presente nel progredire della gravidanza), traumi alle articolazioni, legamenti del corpo ed evitare che tali attività siano traumatiche per il feto. Ad esempio protocolli di idrokinesiterpia (esercizio fisico in acqua), è una modalità di esercizio eccellente. Gli ambienti acquatici possono fornire notevoli benefici: diminuzione dello stress articolare, miglioramento della mobilità, miglioramento della termoregolazione. Quando il corpo è immerso in acqua, aumenta il flusso ematico centrale, il flusso ematico uterino, riducendo in tal modo l’edema da gestazione, riduce il mal di schiena, il rischio di possibile ipertermia fetale. Nella letteratura si fa riferimento al fatto che l’esercizio fisico deve essere somministrato solo sotto la supervisione di chinesiologi qualificati e specializzati nelle attività motorie adattate. Negli studi, è stata proprio la presenza di professionisti dell’esercizio fisico adattato, che ha evitato eventi avversi. Anche se c’era grande variabilità nella prescrizione degli esercizi, le prescrizioni di esercizio fisico più comuni erano di un esercizio fisico di intensità tra il 50% e 70% del massimo consumo di ossigeno, con una frequenza di 3 volte alla settimana, e sessioni di allenamento di almeno 30 minuti al giorno, con un protocollo di lavoro di durata di 12 e 24 settimane.
BENEFICI DELL’EFA (Esercizio Fisico Adattato) IN GRAVIDANZA
• Aumento del livello energetico (fitness aerobica)
• Riduzione dello stress cardiovascolare
• Miglioramento della postura
• Prevenzione del mal di schiena
• Miglioramento dell’umore e dell’immagine corporea
• Facilitazione del travaglio, con minori rischi per il feto
• Recupero dal parto più veloce
BENEFICI CLINICI
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Riduzione del rischio di diabete gestazionale: Proporzionale all’intensità dell’esercizio, e maggiore se l’esercizio è svolto nell’anno precedente la gravidanza e nelle prime 20 settimane.
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Riduzione del rischio di preeclampsia (cioè aumento della protidemia, che comporterebbe aumento di pressione arteriosa), solo per esercizi intensi, e solo se l’esercizio è svolto nell’anno precedente la gravidanza e nelle prime 20 settimane.
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Riduzione dell’incremento di peso: Minore rischio di macrosomia del neonato
PRESCRIZIONE DI ESERCIZIO FISICO IN GRAVIDANZA
• I benefici di un programma di attività fisica correttamente prescritto, durante la gravidanza, superano i potenziali rischi.
• E’ importante che i programmi di attività motoria in gravidanza siano concordati e coordinati con il/la ginecologo/a che segue la donna.
RACCOMANDAZIONI
– Esercizi in scarico (ciclismo, nuoto)
– Intensità personalizzata
– Evitare esercizi stressanti nei primi 3 mesi
– Incrementi molto graduali, specie per le sedentarie
– Evitare posizione supina in fase avanzata
– Evitare ambienti caldo-umidi
– Idratarsi opportunamente
– Frequenti intervalli di riposo (riducono il rischio di ipossia fetale o stress termico)
BIBLIOGRAFIA
Sarah Charlesworth et al. “Evidence-based risk assessment and recommendations for physical activity clearance: pregnancy” Appl. Physiol. Nutr. Metab. 36: S33–S48 (2011)
Shannon S.D. Bredin et al “Risk assessment for physical activity and exercise clearance In pregnant women without contraindications”, Vol 59: MAY • MAI 2013, Canadian Family Physician • Le Médecin de famille canadien

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