L’esercizio fisico intenso, è l’intervento più efficace e sicuro per migliorare la salute, così come per trattare le più moderne malattie croniche. Gli studi indicano che questa tipologia di esercizio, è efficace in termini di miglioramento della mortalità, nella prevenzione secondaria della malattia coronarica, nel trattamento dell’insufficienza cardiaca, nella prevenzione del diabete ed è molto vantaggioso nel trattamento dell’ictus in fase stabile. L’esercizio regolare promuove angiogenesi, neurogenesi e plasticità sinaptica, traducendosi in un miglioramento della perfusione cerebrale, con un metabolismo più efficiente. Tali adattamenti neurali e vascolari contribuiscono al mantenimento della funzione cognitiva.
ESERCIZIO FISICO E REGOLAZIONE DEL FLUSSO SANGUIGNO CEREBRALE
La regolazione del flusso sanguigno cerebrale, comporta interazioni complesse tra attività metabolica e neuronale del cervello, pressione arteriosa, pressione parziale del diossido di carbonio arterioso (PaCO2), gittata cardiaca e attività del sistema nervoso simpatico.
L’esercizio fisico influisce su tutti questi fattori. Il flusso sanguigno cerebrale durante l’esercizio, può arrivare fino al 70% del VO2max. Questa elevazione del flusso è mediata da aumenti nel metabolismo cerebrale e neuronale, fattori molecolari trasmissibili per via ematica (ad es. ossido nitrico, fattore di crescita endoteliale vascolare VEGF e PaCO2). L’aumento del flusso sanguigno, eleva lo sforzo di taglio all’interno dei vasi sanguigni, che ha un effetto benefico sull’endotelio, attraverso la Akt- (protein chinasi B), espressione dipendente dell’ossido nitrico sintasi, e anche grazie al miglioramento delle difese antiossidanti. L’aumento della biodisponibilità vascolare di ossido nitrico è considerato un fattore chiave nel mantenimento della funzione cerebrovascolare.
Un altro fattore chiave dato dall’esercizio fisico, è l’aumento di attivazione neurale associata alla programmazione e generazione del movimento. Questi processi possono così rappresentare un costituente primordiale nella relazione positiva tra esercizio fisico e salute del cervello. La ricerca fino ad oggi ha rivelato diverse vie per la neurogenesi, plasticità sinaptica, e angiogenesi cerebrale, indotte dall’esercizio fisico: fattore neurotrofico derivato dal cervello (BDNF), VEGF, fattore di crescita insulino-simile 1 (IGF-1), modulatori di livello genico e umorale (per esempio, recettore della tropomiosina chinasi B, proteina chinasi C, GluR5, sinapsina I, irisina.
L’esercizio perturba transitoriamente l’omeostasi all’interno delle cellule e dei tessuti. La formazione indotta dall’esercizio fisico di radicali liberi, può causare danni ai tessuti strutturali, ma prove recenti hanno dimostrato che questo processo è fisiologicamente controllato. Le specie radicali sovraregolano enzimi antiossidanti e aumentano i fattori neurotropici, come BDNF, VEGF, e IGF-1. Un punto importante da chiarire è che l’esercizio conferisce benefici metabolici e immunomodulatori sistemici. Infatti, l’iperglicemia e/o diabete sono importanti fattori di rischio per la demenza e l’infiammazione cronica di basso grado, sistemica, è un fattore di rischio per lo sviluppo della malattia di Alzheimer. Numerosi studi sull’esercizio fisico, hanno dimostrato l’efficacia dello stesso, come strumento per abbassare i livelli di glucosio nel sangue, migliorare la sensibilità all’insulina e il controllo glicemico globale, nonché ridurre la neuroinfiammazione.

OTTIMIZZAZIONE DELL’ADATTAMENTO CEREBROVASCOLARE ATTRAVERSO INTERVENTI DI ESERCIZIO FISICO
L’innalzamento dello stress da taglio può essere stimolato da semplici esercizi anche semplici come lo squat, che provoca un flusso sanguigno oscillante negli arti inferiori, stimolando una risposta adattativa dell’endotelio, mediata da stress meccanico. Una tale strategia di allenamento, con esercizi globali e semplici, può essere un potente complemento per aumentare lo stimolo di taglio vascolare per le popolazioni cliniche con mobilità ridotta (ad es. frattura dell’anca) o con grande massa corporea (ad es. obesi). Coerentemente con questo concetto, una recente revisione Cochrane, ha sostenuto che un intervento motorio multimodale, può combinare l’adattamento cerebrovascolare, migliorando la funzione cognitiva.

BIBLIOGRAFIA
Lucas et al. “High-intensity interval exercise and cerebrovascular health: curiosity, cause, and consequence”, Review Article, Journal of Cerebral Blood Flow & Metabolism (2015) 35, 902–911
