Che ruolo ha il Training Neuromuscolare nella protezione del L.C.A.?

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Tra le tipologie di lesioni debilitanti, le atlete dimostrano suscettibilità alla lesione del legamento crociato anteriore (LCA). Il rischio di lesioni è più elevato nelle donne, data la loro differenza dal punto di vista anatomico, ormonale e biomeccanico. Diversi studi biomeccanici hanno riscontrato nelle donne: un’elevata abduzione del ginocchio, flessione limitata del ginocchio, schemi di atterraggio asimmetrici e minore controllo del tronco. Di conseguenza, alcuni studi hanno esaminato l’efficacia di un allenamento neuromuscolare integrativo (NMT), lavorando sui fattori di rischio biomeccanici, riscontrando notevoli miglioramenti.

La meta-analisi ha generato un OR 0,54 (IC 95%: 0,35, 0,83, p = 0,05;), che garantisce l’efficacia dell’allenamento neuromuscolare come intervento importante nel ridurre del 46% il rischio di danno al legamento crociato anteriore. Dal punto di vista del dosaggio, occorre impostare: durata, frequenza e volume. Rispetto al dosaggio, si sono avuti effeti migliori lavortando molto sulla durata del training e su una maggiore frequenza dell’allenamento settimanale.

Confrontando sessioni lunghe e corte, si è visto che più lunghe sessioni hanno mostrato una riduzione del 26% del rischio di infortunio. Allo stesso modo, chi si è allenato con una frequenza settimanale maggiore, ha dimostrato un rischio inferiore del 27%.

FREQUENZA DELL’ALLENAMENTO NEUROMUSCOLARE

L’allenamento neuromuscolare durante la stagione, senza però frequenti allenamenti nel periodo pre-stagionale, fornisce meno protezione nella prevenzione degli infortuni. Un’altra meta-analisi ha riferito che l’intervento combinato, sia prima che durante la stagione, fornisce il massimo effetto protettivo per ridurre l’incidenza della lesione.

Fisiologicamente, il miglioramento nell’attivazione muscolare non era osservabile dopo 3 settimane di allenamento, ma erano necessarie almeno 6 settimane. Oltre all’aspetto fisiologico, le prestazioni, sempre diverse, durante le situazioni di gioco, possono richiedere anche un periodo più lungo per l’adattamento. Quindi, considerando il tempo necessario, è logico lavorare su questa componente già prima della stagione.

VOLUME DI ALLENAMENTO NEUROMUSCOLARE

La dose-risposta inversa osservata indica che: maggiore è il volume del training neuromuscolare, maggiore è l’effetto profilattico. Gli effetti di profilassi maggiore, sono stati trovati nei gruppi che praticavano un volume maggiore di allenamento, portando ad una riduzione del rischio di lesioni, del 68%. Quindi più si va a ridurre il volume e minore è la protezione dal rischio infortuni. L’analisi attuale suggerisce che il 68% delle lesioni al legamento crociato anteriore, può essere evitato, se un programma neuromuscolare preventivo, ha una durata superiore a 20 minuti, con più sessioni settimanali. Si suggerisce che la durata dovrebbe maggiore di 20 minuti per sessione. Quindi, i risultati, devono incoraggiare i preparatori ad applicare questo tipo di training preventivo, per ridurre al minimo la probabilità di un infortunio.

BIBLIOGRAFIA

Sugimoto et al. “Dosage Effects of Neuromuscular Training Intervention to Reduce Anterior Cruciate Ligament Injuries in Female Athletes” Meta-and Sub-group Analyses, Sports Med. 2014 April ; 44(4): 551–562. doi:10.1007/s40279-013-0135-9.

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Dott. Fabio Perna

Chinesiologia Clinica / Nutrizione Umana / Nutraceutica e Longevità / mail: dott.fabioperna@gmail.com

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