Rischio di caduta: importante migliorare la velocità di andatura

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La velocità dell’andatura ha dimostrato di essere un forte predittore per eventi avversi/cadute negli anziani. La ridotta velocità è associata ad un maggiore rischio di cadute, invalidità, ospedalizzazione e aumento mortalità in anziani sani fragili. Una velocità di andatura inferiore a 1,0 m/s, espone le persone ad un rischio più elevato di problemi di salute. La velocità dell’andatura è sensibile ai cambiamenti fisiologici nel corso dell’avanzare dell’età.

I criteri raccomandati per un cambiamento clinicamente significativo della velocità degli anziani oltre i 4 o 10 m, è 0.05 m/s per piccoli cambiamenti significativi e 0.1 m/s per cambiamenti sostanziali significativi.

L’esercizio fisico svolge un ruolo importante nel migliorare la velocità dell’andatura e in una meta-analisi gli autori hanno concluso che un esercizio ad alta intensità, può migliorare la velocità dell’andatura preferita, con allenamento della forza, abbinato all’allenamento aerobico. Si ipotizza che l’allenamento progressivo di forza in combinazione con equilibrio migliora l’effetto dell’esercizio, anche se non tutti sono daccordo che la componente equilibrio sia fondamentale.

Ad esempio, una riduzione della forza e velocità nella flessione plantare, limita la progressione in avanti del corpo e diminuisce la quantità di moto dell’oscillazione della gamba, riducendo così lunghezza del passo. Questo può portare a una ridistribuzione del momento muscolare e di potenza nelle ginocchia e nelle anche. Un intervento tramite l’esercizio fisico molto promettente per migliorare la velocità dell’andatura, integra una componente ritmica o di ballo. Negli ultimi anni, l’andatura viene considerata una funzione cognitiva superiore, anziché un semplice schema automatico. Camminare in sicurezza e adattare l’andatura all’ambiente, richiede l’elaborazione e aggiornamento delle informazioni visive, vestibolari e propriocettive, per questo forse allenare il ritmo, come in un ballo, allena le funzioni cognitive più elevate.

L’allenamento progressivo di forza sembra influenzare velocità di andatura con una media di base di 0,51 m/s, con un picco raggiunto da alcuni con una velocità media dell’andatura di base di 1,46 m/s. Si ipotizza che piccoli guadagni di forza, potrebbero comportare un maggiore miglioramento nella velocità dell’andatura.

Questi risultati sono promettenti, in quanto il guadagno della velocità nell’andatura è stato mantenuto anche a distanza di 3, 6 e 12 mesi, dopo le sessioni di training.

BIBLIOGRAFIA

Van Abbema et al. “What type, or combination of exercise can improve preferred gait speed in older adults? A meta-analysis” BMC Geriatrics (2015) 15:72 DOI 10.1186/s12877-015-0061-9.

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Dott. Fabio Perna

Chinesiologia Clinica / Nutrizione Umana / Nutraceutica e Longevità / mail: dott.fabioperna@gmail.com

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