L’insufficienza renale provoca l’accumulo di metaboliti nel sangue. Come risultato, si riscontra un alterazione dell’equilibrio di liquidi ed elettroliti nel corpo, causando seri problemi di salute. Una perdita graduale della funzionalità renale per un periodo di diversi anni, viene definita Malattia renale cronica (CKD). I sintomi sono solitamente molto miti e potrebbero essere subdoli per molto tempo. Molto spesso, vengono notati quando è troppo tardi, e nella maggior parte dei casi si può fare ben poco. Viene riportato che il livello di forma fisica dei soggetti in emodialisi tende ad influenzare i loro livelli di funzionalità e l’attività fisica regolare è un importante intervento per migliorare la loro condizione. Diversi tipi di interventi tramite l’esercizio fisico (sia aerobico che di forza), sono stati studiati. Il programma di esercizio fisico negli studi viene solitamente implementato due o tre volte alla settimana, e il tempo per ogni sessione è di circa 1 ora. Il periodo di osservazione negli studi presi in esame, va da 3 mesi a 1 anno.
L’insufficienza renale cronica è un grave problema clinica e nonostante i progressi nelle terapie di sostituzione renale e trapianto di organi, esistono preoccupazioni abbondanti come la scarsa qualità di vita per pazienti in dialisi. Il programma di esercizio fisico viene suggerito per aiutare nel migliorare la qualità della vita dei pazienti. Un programma ideale di esercizio fisico inizia con un riscaldamento, seguito da esercizi di forza e poi aerobici. Si è visto che i pazienti con insufficienza renale hanno seriamente una ridotta capacità fisica e hanno un alto rischio di sviluppare in concomitanza malattie cardiache e vascolari. Pertanto, l’esercizio fisico dovrebbe essere considerato sia come aspetto preventivo che come processo riabilitativo. I risultati mostrano che l’attività fisica regolare ha benefici nella regolazione della pressione sanguigna e migliora il massimo consumo di ossigeno. Questi parametri possono aiutare questi soggetti, apportando loro ulteriori benefici. L’esercizio ripristina un certo livello di prestazioni fisiche e di qualità della vita, che può essere utile. Lo studio rileva anche che gli effetti dell’esercizio fisico hanno mostrato differenza in varie fasce d’età. Nelle analisi della pressione sanguigna, gli adulti/anziani (età > 40 anni) hanno significativi miglioramenti nel controllo della pressione sanguigna, mentre nei giovani, i risultati delle persone (un’età tra i 20 e i 40 anni) sono poco significativi. Il perché può essere spiegato dal fatto che la condizione della pressione sanguigna nelle persone anziane è peggiore rispetto al giovane e il cambiamento della pressione sanguigna è relativamente più facile da raggiungere. Nel consumo di ossigeno, tutte le persone in tutte le fasce d’età migliorano. Si riporta che la dieta e il corretto esercizio fisico sono utili soprattutto negli anziani con questa condizione. In base a questi risultati, la ricerca fornisce degli spunti sia in ottica scientifica che in pratica clinica. Nonostante questi benefici, è necessario fornire linee guida ottimali per stabilire parametri come durata, frequenza delle sessioni e intensità, anche se questi presupposti ed i risultati, pongono le basi per un integrazione futura dell’esercizio fisico, nel trattamento terapeutico di questi soggetti.
BIBLIOGRAFIA
Zhenzhen Qiu et al. “Physical Exercise and Patients with Chronic Renal Failure: A Meta-Analysis” BioMed Research International Volume 2017, Article ID 7191826,
