Si tratta di una articolazione molto particolare, le superfici sono infatti non congrue: la conformazione delle superfici articolari suggerisce si tratti di una condilo-artosi, consentirebbe quindi tutti i movimenti eccetto la rotazione, tuttavia le strutture di contenimento non consentono libertà di movimento totale, nonostante questo nella sua conformazione anche muscolare sembrerebbe essere una trocleoartosi:

I capi articolari sono:
– FEMORE: in particolare tramite i condili dell’epifisi distale fra i quali si inseriscono i legamenti crociati.
– TIBIA: in particolare la faccia articolare della tibia, il piatto tibiale, su di essa poggiano le strutture dette menischi laterale e mediale.
– PATELLA o ROTULA che costituisce l’articolazione femoro-patellare. Si tratta di un osso sesamoide estremamente importante. I menischi sono strutture fibro-cartilaginee funzionali a mantenere la struttura articolare più coesa. Ogni menisco presenta una struttura a semiluna e sezione triangolare: lateralmente prende rapporto con i legamenti collaterali, medialmente con l’eminenza intercondiloidea, superiormente risultano concavi e poggiano sui condili femorali, inferiormente risultano piatti e poggiano sulla struttura del piatto tiiale. Sono due:
○ LATERALE presenta una forma più circolare e si interrompe per inserirsi a livello della eminenza intercondiloidea, prende rapporto con numerose strutture legamentose come:
■ LEGAMENTI CROCIATI anteriore e posteriore.
■ LEGAMENTO COLLATERALE FIBULARE.
Da esso originano due legamenti detti menisco-femorali anteriore e posteriore che lo ancorano alla struttura del femore in particolare condilo femorale mediale.
○ MEDIALE presenta una forma semilunare, e più grande del menisco laterale e si inserisce nelle aree intercondiloidee. Le estremita anteriori dei due menischi sono legate fra loro dal l
egamento trasverso del ginocchio; risulta essere il meno mobile dei due tanto che nel 90% dei casi e il menisco mediale a rompersi, non quello laterale. I menischi sono costituiti di due strutture di fibre fra loro perpendicolari: fibre parallele e fibre trasversali, e queste ultime meno stabili, una volta rottesi, portano allo sfibramento della struttura del menisco stesso che può manifestarsi in due modi diversi:
– apertura a manico di secchio: rottura di una fibra trasversale intermedia genera una apertura in mezzo alla struttura semilunare.
– Apertura a becco di rapace: rottura di una fibra posta alle estremità della struttura del menisco che provoca uno sfibramento che genera due estremità distinte.
● CAPSULA ARTICOLARE lassa ed ampia caratterizzata:
– ANTERIORMENTE dalla presenza della patella.
– LATERALMENTE E MEDIALMENTE origina dalle aree sotto gli epicondili femorali.
– POSTERIORMENTE origina sopra i condili e nella fossa intercondiloidea stessa.
Sulla tibia si fissa appena sotto alla cartilagine articolare del piatto. Le membrana sinoviale segue le superfici articolari ricoperte di cartilagine eccetto che a livello dei menischi dove si sdoppia per consentire la loro adesione con la membrana fibrosa. Si individuano anche numerose borse e strutture borsali nella articolazione del ginocchio:
○ BORSA SOVRAPATELLARE: che si colloca fra il femore e il quadricipite della coscia, in particolare questa racchiude i due legamenti crociati (che sono comunque extra-articolari).
○ BORSA PREPATELLARE tra cute e patella.
○ BORSA INFRAPATELLARE PROFONDA tra legamento patellare e tibia.
○ CORPO ADIPOSO INFRAPATELLARE si tratta di una struttura adiposa che si colloca superiormente alla borsa infra-patellare profonda e inferiormente alla pre-patellare, da essa si dipartono:
– PIEGA SINOVIALE infrapatellare che si spinge fino alla fossa intercondiloidea femorale.
– DUE PIEGHE ALARI che si dipartono lateralmente.
Tra i legamenti in particolare abbiamo:
○ PATELLARE: si tratta di un robusto cordone legamentoso che dal margine inferiore della patella si spinge fino alla tuberosità tibiale.
○ RETINACOLI patellari: due cordoni fibrosi che si dipartono dalla superficie laterale delle struttura del quadricipite femorale per inserirsi a livello della struttura delle superfici laterali della tuberosità tibiale:
– RETINACOLO LATERALE origina dalla parte terminale del retinacolo laterale e si porta fino alla parte laterale della tuberosità tibiale.
– RETINACOLO MEDIALE che origina invece a livello della struttura della parte terminale fibrosa del muscolo vasto mediale e si porta fino alla superficie mediale della tuberosità tibiale.
○ COLLATERALE TIBIALE: che origina dall’epicondilo mediale del femore, e si inserisce a livello della faccia mediale della tibia.
○ COLLATERALE FIBULARE: che origina a livello dell’epicondilo laterale del femore, e si inserisce a livello della testa della fibula.
○ POPLITEO OBLIQUO che origina come espansione del muscolo semimembranoso sulla faccia posteriore della capsula, e si inserisce portandosi verso l’alto e lateralmente nella parte della capsula che riveste condilo laterale
○ POPLITEO ARQUATO, origina d
alla estremità laterale del legamento popliteo obliquo, e si inserisce a livello della testa della fibula.
– Tra i legamenti dei menischi abbiamo:
■ LEGAMENTO MENISCO FEMORALE POSTERIORE.
■ LEGAMENTO MENISCO FEMORALE ANTERIORE.
○ LEGAMENTI CORCIATI: si tratta di due legamenti che si incrociano nella fossa intercondiloidea del femore, dentro la capsula, ma fuori dalla cavità articolare (borsa sinoviale sovra-patellare), sono:
– CROCIATO ANTERIORE che ha origine intercondiloidea tibiale e si spinge dalla parte anteriore del piatto della tibia fino al condilo laterale del femore.
– CROCIATO POSTERIORE che prende origine a livello della parte anteriore del piatto della tibia e si spinge fino al condilo mediale del femore.
MUSCOLI DELLA COSCIA
Possono essere classificati come ANTERIORI, MEDIALI E POSTERIORI, sono rivestiti dalla FASCIA LATA. Dal legamento inguinale ha origine il triangolo femorale di scarpa si colloca nella regione della fascia lata. Nella sua proiezione laterale, il muscolo tensore della fascia lata, chiaramente visibile, presenta una massa carnosa decisamente limitata ma e caratterizzato dalla presenza di un fascia fibrosa estremamente estesa che si diparte dal capo prossimale del femore e giunge alla parte distale dell’osso stesso; e visibile inoltre la direzione obliqua delle fasce del grande gluteo. La fascia lata è una struttura connettivale in questione emette dei setti detti mediale e laterale che dividono la coscia in:
– LOGGIA OSTEO FASCIALE ANTERIORE che racchiude i muscoli
○ ANTERIORI.
○ MEDIALI.
– LOGGIA OSTEO FASCIALE POSTERIORE che racchiude i muscoli
○ POSTERIORI.
I muscoli anteriori della coscia sono numerosi, abbiamo:
● MUSCOLO SARTORIO o ZAMPA D’OCA; si tratta del muscolo più superficiale della coscia e presenta una forma a
nastro, la struttura tendinea che da esso origina si ancora a livello osseo in una inserzione che somiglia ad una zampa d’oca, in essa si inseriscono numerose strutture muscolari anteriori. Sartorio perché consente l’accavallamento di un arto sull’altro, posizione tipica del sarto; si tratta di un muscolo estremamente lungo. Origina dalla spina iliaca antero-superiore, e si inserisce a livello della faccia mediale della tibia, più in basso rispetto alla epifisi, nella struttura definita appunto zampa d’oca. L’innervazione data dal nervo femorale come tutti i muscoli anteriori della coscia; contribuisce inoltre a limitare il triangolo di scarpa.
● MUSCOLO QUADRICIPITE FEMORALE O DELLA COSCIA: si tratta della massa muscolare più corposa e si estende dalla pelvi lungo tutto il femore, e costituito di numerose componenti muscolari distinte:
– RETTO FEMORALE la componente più superficiale. Origina a livello della spina iliaca anteriore inferiore e continua sulla superficie della cavità acetabolare.
– VASTO LATERALE intermedio come profondità. Origina a livello del grande trocantere del femore, in particolare sulla sua faccia laterale e dalla tuberosità glutea.
– VASTO MEDIALE ancora intermedio come profondità. Origina a livello del labbro mediale della linea aspra e dal collo anatomico.
– VASTO INTERMEDIO che si colloca profondamente al vasto laterale e mediale. Origina a livello della linea aspra e dal terzo quarto prossimale del corpo del femore. Tutte le strutture congiungono in un grosso tendine detto rotuleo che contiene la patella e si inserisce a livello della parte prossimale della tibia in particolare nella tuberosità tibiale. Estende la gamba sulla coscia, flette il tronco rispetto alla coscia (muscolo articolare del ginocchio). Risulta inoltre essenziale per il mantenimento della stazione eretta e la deambulazione.
MUSCOLI MEDIALI DELLA COSCIA O ADDUTTORI: sono numerosi e si dispongono in piani diversi e sovrapposti, sono:
PIANO SUPERFICIALE:
● MUSCOLO PETTINEO: si tratta di un quadrilatero appiattito che si colloca supero-medialmente nella coscia, costituisce il pavimento del triangolo femorale, e innervato dal nervo femorale. Origina dalla cresta pettinea e dalla eminenza ischio-pubica, e si inserisce sulla linea pettinea femorale.
● MUSCOLO ADDUTTORE LUNGO: muscolo piatto e triangolare con base rivolta verso il
femore. Origina dal ramo posteriore del pube, e si inserisce a ventaglio al labbro mediale della linea aspra del femore. Innervato dal nervo otturatorio, si occupa di addurre, flettere e ruotare esternamente la coscia.
● MUSCOLO GRACILE: muscolo della zampa d’oca; si tratta di un muscolo piccolo a livello di massa muscolare ed ap
piattito, serve relativamente a poco possiamo dire che origina dalla faccia anteriore del ramo ischio-pubico, e si inserisce sulla zampa d’oca a livello della tibia. Innervato dal nervo femorale in particolare mielomeri L2 e L3. Un tempo nelle operazioni di ricostruzione del canale uretrale veniva utilizzato questo muscolo. Si tratta di un muscolo adduttore.
PIANO INTERMEDIO:
● MUSCOLO ADDUTTORE BREVE: muscolo triangolare piatto situato fra i muscoli adduttori lungo e grande. Origina
a livello della faccia anteriore del ramo superiore del pube, e si inserisce sul terzo superiore del labbro mediale della linea aspra del femore. muscoli adduttori, se utilizzati eccessivamente possono usurarsi ed essere soggetti ad infiammazioni con conseguenti dolore a livello di azione della adduzione. Sono innervati dai nervi femorale e otturatorio.
PIANO PROFONDO:
● MUSCOLO ADDUTTORE MINIMO: privo di individualità morfologica, si tratta di una estroflessione del adduttore grande, ma presenta una innervazione propria: e infatti innervato dal nervo otturatorio.
● MUSCOLO ADDUTTORE GRANDE: ampia massa muscolare piatta e triangolare tesa fra ischio e femore, forma lo strato profondo dei muscoli mediali della coscia riceve innervazione dal nervo tibiale ischiatico che origina dalla struttura del plesso sacrale. Origina dalla faccia anteriore del ramo ischio-pubico, e si inserisce con fasci distinti:
– FASCI SUPERIORE E MEDIALE si inseriscono a livello dei due terzi distali del labbro mediale della linea aspra.
. FASCI INFERIORI: si inseriscono a livello del tubercolo del grande adduttore sopra l’epicondilo mediale del femore. Tra i due fasci si colloca lo IATO ADDUTTORIO attraverso il quale passa la arteria femorale.
PARTE POSTERIORE DELLA COSCIA: ci troviamo posteriormente alla struttura della coscia; presentano innervazione da parte del nervo tibiale, principalmente, e dal nervo peroneo, parzialmente. Sono:
● BICIPITE FEMORALE: lungo muscolo posteriore della coscia, presenta due capi:
– LUNGO innervato dal nervo tibiale. Origina dalla tuberosità ischiatica e decorre con un tendine comune al muscolo semitendinoso.
– BREVE innervato dal nervo peroneo, si colloca profondamente al capo lungo. Origina dal terzo medio del labbro laterale della linea aspra. I fasci si dirigono caudalmente e lateralmente per inserirsi in un tendine che si inserisce nella testa della fibula e al condilo laterale della tibia. Questo muscolo si occupa di estendere la coscia sulla gamba e di flettere la gamba sulla coscia. Ruota inoltre la gamba esternamente.
● SEMITENDINOSO: terzo muscolo della zampa d’oca, si tratta di un muscolo fusiforme allungato che origina dalla tuberosità ischiatica con un tendine comune al capo lungo del bicipite, e si inserisce nella ZAMPA D’OCA.
● SEMIMEBRANOSO: muscolo appiattito profondo al precedente, il terzo prossimale della sua struttura e tendinoso, il corpo muscolare si colloca caudalmente. Origina dalla tuberosità ischiatica con un tendine dal ventre piatto, e si inserisce in tre parti sulla articolazione del ginocchio:
– SUL CONDILO MEDIALE DELLA TIBIA.
– FASCIA POSTERIORE DELLA CAPSULA ARTICOLARE DEL GINOCCHIO, da qui risale verso il condilo laterale a costituire il legamento popliteo obliquo.
– SULLA FASCIA POPLITEA. Questi muscoli estendono la coscia sul bacino e flettono la gamba.
