L’osteoartrite è una malattia cronica degenerativa, caratterizzata da dolore e graduale perdita di cartilagine. I fattori causali di questa condizione sono molteplici e possono essere presenti nelle varie articolazioni, dove cambia il profilo biochimico, metabolico e morfologico. Si riscontra una perdita di normalità del movimento, deformazioni ossee, con formazione di speroni ossei, presenza di processi infiammatori, accumulo di liquido sinoviale, debolezza del quadricipite. Colpisce oltre l’80% della popolazione adulta/anziana e le donne sono più colpite rispetto agli uomini, con una prevalenza del 35-45% a 65 anni di età. In una meta-analisi si è visto che le donne hanno un rischio significativamente più elevato di sviluppare artrosi del ginocchio e alla mano, rispetto agli uomini. Anche se le ragioni di questa maggiore prevalenza nelle donne non sono chiari, diversi fattori possono essere responsabili: ormonali, post-menopausa, il rimodellamento della cartilagine (che avviene a circa 50 anni a seguito della diminuzione dei livelli di estrogeni, che forniscono protezione mitocondriale), debolezza muscolare, obesità e minori volumi di cartilagine articolare nelle donne rispetto agli uomini. L’osteoartrite colpisce s
oprattutto le articolazioni che supportano il peso corporeo e tra queste, il ginocchio è l’articolazione più colpita. Carichi anomali ed eccessivi sono fattori importanti che possono provocare osteoartrite del ginocchio. I soggetti con osteoartrite al ginocchio, hanno debolezza al quadricipite e deficit propriocettivo, fattori che possono alterare l’equilibrio e il controllo posturale. L’infiammazione delle articolazioni in questi soggetti contribuisce al dolore e impedisce l’arrivo di informazioni afferenti per quanto riguarda il movimento e il senso di posizione. Tali deficit propriocettivi causano un cambiamento nella stabilità dinamica, generando una instabilità funzionale che limita la capacità dell’individuo di eseguire le attività quotidiane. Uno studio di questa revisione ha utilizzato una piattaforma di forza per misurare la pressione di ciascuna porzione del piede al fine di valutare l’equilibrio statico e dinamico di soggetti con artrosi del ginocchio da 1 al 4 grado e ha dimostrato che il grado di gonartrosi era correlato positivamente con la lunghezza e la larghezza di oscillazione, ovvero, aumentando la gravità dell’artrosi, vi era una difficoltà maggiore del soggetto nel mantenimento dell’equilibrio. Per la maggior parte dei soggetti, la raccomandazione è il trattamento conservativo, che aiuta a ridurre e alleviare i sintomi, migliorare le prestazioni delle attività funzionali, prevenire la perdita di forza muscolare e rallentare la progressione della malattia. Tra i vari trattamenti conservativi, l’esercizio fisico adattato ha dimostrato di avere un ruolo importante nel ridurre il dolore e migliorare le prestazioni funzionali. C’è già un buon livello di evidenze cliniche che mostrano l’efficacia di esercizio fisico aerobico e l’allenamento della forza per il trattamento dell’osteoartrite al ginocchio. Invece, pochi studi riguardanti gli effetti dell’esercizio fisico sulla stabilità posturale e l’equilibrio, sono stati conclusi. Un miglioramento significativo dell’equilibrio è stato trovato in una serie di studi che coinvolgono esercizio a breve termine (6-16 settimane). Così, dal momento che la compromissione dell’equilibrio è uno dei primi cambiamenti nei soggetti con artrosi del ginocchio, traducendosi in un controllo posturale compromesso, lo stesso equilibrio è un parametro per monitorare questi soggetti, in maniera tale da pianificare il protocollo più appropriato di esercizio terapeutico.
L’APPROCCIO CHINESIOLOGICO
Vi è una varietà di esercizi terapeutici che vengono utilizzati nella pratica clinica con soggetti con artrosi del ginocchio. Almeno 8 studi di questa revisione sono stati considerati di alta qualità metodologica. Le proposte di trattamento degli studi inclusi in questa revisione sistematica sono stati soddisfacenti, non solo per quanto riguarda gli esercizi terapeutici utilizzati (esercizio aerobico, di forza, idrokinesiterapia ed esercizi propriocettivi), ma anche con per quanto riguarda la qualità metodologica. Le linee guida metodologiche dei vari studi valutati sono state adeguatamente preparate consentendone la riproducibilità. L’allenamento della forza e quello aerobico spiccava nell’efficacia del trattamento, in particolare per rafforzare il quadricipite, dal momento che la sua debolezza può essere responsabile dei fenomeni di squilibrio e dolore. Il rafforzamento del quadricipite è il punto chiave per il controllo del dolore, efficienza fisica e la qualità della vita. Inoltre, questo approccio terapeutico contribuisce al miglioramento del controllo delle oscillazioni posturali, migliorando così l’equilibrio. Tuttavia, il tempo di trattamento appropriato e la frequenza della sessione devono essere meglio approfonditi. In un’altra revisione sistematica, il cui obiettivo era quello di determinare se l’esercizio terapeutico sarebbe stato vantaggioso in termini di riduzione del dolore articolare e miglioramento del funzionamento fisico, i risultati, di protocolli di esercizio fisico aerobico e di forza, hanno dimostrato effetti positivi. I Ricercatori hanno condotto uno studio di confronto di un programma di esercizi di rafforzamento, con un programma di esercizio di equilibrio con una frequenza di 5 volte alla settimana per quattro settimane. Le conclusioni per quanto riguarda il tempo e la frequenza di intervento ottimale, non sono ancora stati stabiliti, ma la direzione è senza dubbio in favore dell’utilizzo dell’esercizio fisico come trattamento terapeutico integrato.
ESERCIZIO FISICO IN ACQUA
L’Esercizio in acqua, ha fornito effetti benefici, come il rilassamento, l’analgesia. Gli studiosi hanno osservato che l’esercizio in acqua fornirebbe più benefici per i soggetti con artrosi del ginocchio rispetto a protocolli di esercizio fisico a secco.
È stata validata anche la pedana vibrante stabile come trattamento integrativo, ovvero esercizio fisico su una piattaforma con vibrazioni. Per 2 volte alla settimana per 8 settimane, ed è stato dimostrato che l’esercizio su una piattaforma stabile migliora la forza muscolare, mentre l’esercizio sulla piattaforma vibrante migliora la propriocezione. Sulla base dei risultati, in cui gli studi presentati sono ad alta qualità metodologica, si può concludere che gli esercizi terapeutici coinvolti migliorano l’equilibrio in soggetti con artrosi del ginocchio, suggerendo che possono essere prescritti in maniera sicura.
BIBLIOGRAFIA
Andressa Silva et al. “The effects of therapeutic exercise on the balance of women with knee osteoarthritis: a systematic review”, ISSN 1413-3555 Rev Bras Fisioter, São Carlos, v. 16, n. 1, p. 1-9, Jan./Feb. 2012
