Ruolo dell’Esercizio Fisico nella Protezione del Telomero

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I telomeri, proteggono l’integrità del trasporto delle informazioni dal DNA in tutto il ciclo cellulare, come una sorta di “cappucci” di DNA specializzati sui cromosomi. Durante le divisioni cellulari, i telomeri impediscono la perdita di DNA cromosomico. Nel tempo, lunghezza dei telomeri diminuisce fino a quando il telomero diventa troppo corto per la divisione cellulare, con conseguente senescenza. Questo scenario, descrive l’incapacità della DNA polimerasi, di replicare le estremità terminali dei cromosomi (cioè i telomeri). La telomerasi, serve a combattere il problema della replicazione finale, attraverso l’allungamento dei telomeri stessi.

Si suggerisce che la lunghezza del telomero, possa essere un potenziale marcatore cellulare per l’invecchiamento biologico, come dimostrato da una relazione inversa tra l’età e lunghezza del telomero. Sebbene la lunghezza dei telomeri e il suo logoramento nel tempo, è estremamente variabile tra individui, si ritiene che sia stabile fin dall’infanzia e la giovane età adulta, ma inizia a diminuire in età avanzata.

Inoltre, la lunghezza dei telomeri dei leucociti, è positivamente associata al numero di anni di vita in buona salute, indicandolo come un biomarker utile per l’invecchiamento in buona salute.

Le prove attuali supportano l’idea che la diminuzione della lunghezza del telomero, è associata a diverse condizioni croniche, come la dislipidemia, ipertensione, aterosclerosi, ictus, malattia dell’arteria coronaria e infarto del miocardico. La diminuzione della lunghezza dei telomeri dei leucociti, è presente anche nei soggetti con carcinoma colon-rettale e ovarico.

È associata anche ad alti rischi per il cancro allo stomaco, cancro al seno e alle ovaie, comportando così un aumento dell’incidenza della mortalità. Inoltre, un certo numero di studi, la associano positivamente con il diabete e le complicanze diabetiche annesse.

L’attività fisica, può conferire protezione contro l’accorciamento della lunghezza dei telomeri.

EFFETTI DELL’ATTIVITÀ FISICA E DELL’ESERCIZIO SULLA LUNGHEZZA DEL TELOMERO

La maggior parte delle ricerche, indica che un più alto livello di attività fisica, migliora la lunghezza dei telomeri dei leucociti e dei muscoli scheletrici, rispetto a chi è sedentario.

L’attività fisica di tipo vigoroso, è associata ad una lunghezza maggiore dei telomeri e si è visto, nella popolazione anziana, che chi era maggiormente attivo, mostrava telomeri del muscolo più lunghi, rispetto ai sedentari. Sempre negli anziani, la lunghezza dei telomeri dei muscoli scheletrici o dei leucociti, aveva correlazioni positive con la fitness aerobica (VO2 max).

In soggetti non attivi, infatti, si registra una correlazione inversa tra lunghezza dei telomeri e BMI. In particolare, la percentuale di grasso corporeo, ha mostrato una modifica negativa nella lunghezza dei telomeri dei leucociti, indipendentemente da comportamenti salutari e dall’età.

Dopo un singola sessione di allenamento in bicicletta, la lunghezza media dei telomeri sembra diminuire, ma gli autori hanno concluso che le misure dei telomeri, non devono essere ottenute subito dopo l’attività vigorosa, in quanto questo beneficio è un adattamento al successivo recupero.

Però un altro studio, ha dimostrato che, anche dopo una sessione acuta di esercizio, la lunghezza dei telomeri dei linfociti T CD8 +, è aumentata.

Inoltre, in seguito alla sessione singola, cellule T CD8 + differenziate, sono state rilasciate nel sangue, indicando che l’esercizio regolare, può consentire alle cellule T naïve di migliorare la funzione immunitaria.

SIGNIFICATO E IMPLICAZIONI

1. Le prove hanno dimostrato che, l’attività fisica, specialmente negli individui più anziani e obesi, può ridurre l’accorciamento dei telomeri osservato con l’invecchiamento.

2. L’esercizio regolare, può potenzialmente avere un effetto protettivo sulla lunghezza dei telomeri e può essere particolarmente utile per soggetti a rischio, o con patologie croniche. Oltre all’attività fisica, la stessa perdita di peso, può invertire l’attrito dei telomeri.

3. Mantenendosi in normopeso, con la pratica di una vita sana attraverso attività fisica e dieta, le persone possono essere in grado di mantenere un’adeguata lunghezza del telomero e di proteggerlo dagli effetti dannosi di un’infiammazione eccessiva e dallo stress ossidativo.

4. L’esercizio fisico può essere terapeutico, per i suoi effetti preventivi (primari, secondari e terziari).

5. Sia l’esercizio di forza, che quello aerobico, aumentano il numero di cellule satellite, che possono regolare della lunghezza dei telomeri.

6. La lunghezza dei telomeri è inversamente correlato alle patologie croniche (comprese le malattie cardiovascolari, obesità e diabete).

7. L’attività fisica e l’esercizio fisico, possono essere utili per il mantenimento della lunghezza dei telomeri, in soggetti adulti, anziani, sani e con patologie croniche.

La lunghezza dei telomeri non è solo un segno di invecchiamento, ma anche di capacità nella protezione del DNA dai danni. Sia l’Attività fisica che l’esercizio fisico, possono avere effetti protettivi e riparativi, mostrandosi come un grande potenziale nel migliorare il benessere e aumentare la longevità.

BIBLIOGRAFIA

Nicole C. Arsenis et al. “Physical activity and telomere length: Impact of aging and potential mechanisms of action” Review, Oncotarget, 2017, Vol. 8, (No. 27), pp: 45008-45019.

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Dott. Fabio Perna

Chinesiologia Clinica / Nutrizione Umana / Nutraceutica e Longevità / mail: dott.fabioperna@gmail.com

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