L’Artrite Reumatoide (RA) è una malattia autoimmune che colpisce circa l’1% della popolazione generale. Questa condizione provoca dolori articolari, rigidità, gonfiore e può portare a danno strutturale permanente e deformità ossee, ma può anche essere associato a complicazioni sistemiche tra le quali: cardiache, polmonari e sanguigne. Queste persone tendono a sperimentare alti livelli di affaticamento, problemi nel trovare un’occupazione lavorativa e molti incorrono nella depressione. Inoltre hanno un aumentato rischio di malattia cardio-vascolare e questo potrebbe essere attribuito all’aumento dei fattori di rischio associati all’inattività, come l’ipertensione, dislipidemia e obesità. La malattia viene trattata con una varietà di farmaci che mirano a migliorare i sintomi e recuperare il danno articolare strutturale.

Vi sono ampie prove in letteratura, che l’esercizio fisico adattato alla condizione di soggetti con Artrite reumatoide, comporta numerosi benefici: migliora la salute delle articolazioni, la funzione fisica, la mobilità articolare e benessere psicologico, oltre che importante per ridurre cachessia reumatoide e affaticamento.
Più recentemente, si è visto che i regimi di esercizio fisico hanno ridotto il rischio cardiovascolare in soggetti con RA. Ma nonostante i benefici dimostrati, revisioni sistematiche hanno rivelato che i livelli di attività fisica sono più bassi in questi soggetti, ovvero inferiori alle raccomandazioni e linee guida nazionali, descrivendo che vi è il 71% dei pazienti affetti da Artrite Reumatoide che non partecipa ad attività fisiche regolari. Un recente studio randomizzato controllato ha mostrato che un programma di educazione comportamentale ha avuto successo nell’aumentare le intenzioni per la pratica delle attività motorie. È importante abbattere queste barriere motivazionali e comportamentali pe facilitare la partecipazione a sedute di esercizio fisico, così da avere i benefici descritti negli studi. Data l’influenza di queste barriere, l’auto-efficacia è un obiettivo importante da raggiungere per spingere queste persone a proseguire nell’attività motoria regolare e non sorprende che i soggetti con più alti livelli di auto-efficacia sono più fisicamente attivi. Inoltre, l’auto-efficacia può fungere da mediatore/abbattitore tra gli ostacoli comportamentali e la pratica di esercizio fisico. Pertanto i programmi di esercizio fisico dovrebbero prevedere anche l’integrazione di strategie educative per superare queste barriere percepite e migliorare l’auto-efficacia durante la pratica motoria, in quanto fattore predittivo di aderenza ai programmi di training adattato, nel tempo. Uno studio recente ha rivelato che quasi tutti i reumatologi specialisti, concordavano che la pratica motoria regolare doveva essere incentivata.
I soggetti con Artrite Reumatoide sono consapevoli dei benefici dell’esercizio fisico e la letteratura indica diversi fattori che portano a perdita di motivazione, come dolore e stanchezza. Però i soggetti attivi con questa condizione, sembrano più capaci, con il tempo, di superare queste barriere motivazionali. Pertanto, c’è bisogno di programmi di esercizio fisico personalizzati ed adattati, così da consentire a queste persone di superare queste barriere. Alcuni principi sui quali è importante soffermarsi per aiutare questi soggetti e inserirli nella pratica dell’esercizio fisico, spiegano che:
– Questi soggetti con questa malattia, che sono fisicamente attivi, non sono diversi dai pazienti inattivi in termini di barriere percepite, ma chi è fisicamente attivo, è in grado di gestire di più queste barriere percepite
– Il supporto da parte di Medici, Specialisti nelle attività motorie adattate e famiglia/amici, è un importante facilitatore lper a pratica di esercizio fisico
– Al fine di aumentare lo stato di salute tramite la pratica motoria, i programmi di intervento dovrebbero integrare strategie educative così da superare le barriere percepite e aumentare la conoscenza dei benefici dell’attività fisica per i soggetti in questa condizione
BIBLIOGRAFIA
Veldhuijzen van Zanten et al. “Perceived Barriers, Facilitators and Benefits for Regular Physical Activity and Exercise in Patients with Rheumatoid Arthritis: A Review of the Literature” Sports Med (2015) 45:1401–1412
