Il Recupero Funzionale

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Le lesioni muscolo-tendinee possono essere causate da:

– Fattori intrinseci: collegati alla struttura muscolare e tendinea (riduzione funzionale e di elasticità)

– Fattori estrinseci: elementi ritrovabili nell’ambiente esterno (calzature, traumi, temperature, terreno…)

LESIONI MUSCOLARI

Le lesioni possono derivare da traumi:

– Diretti: vi è un qualcosa che comporta un evento sul ventre muscolare (contatto), come una contusione.

– Indiretti: lesione senza contatto, come una contrattura, stiramento, strappo

Nella fase acuta il trattamento prevede l’utilizzo del protocollo RICE (riposo, ghiaccio, compressione, elevazione). Dopo questa fase, si andrà a lavorare su:

– Recupero dell’escursione articolare ed estensibilità.

– Lavoro aerobico di base e recupero della forza.

– Lavoro specifico sul campo.

– Esercitazione di mantenimento.

CONTUSIONE

È un trauma da contatto, in genere non particolarmente grave, e si risolve in 2-4 giorni. Necessario il protocollo RICE. La contusione può essere:

– Lieve: 0-2 giorni

– Moderata: 5-10 giorni

– Grave: 15-20 giorni

CONTRATTURA

È un’alterazione strutturale in cui il muscolo rimane ipertonico in seguito ad uno sforzo intenso, solitamente insorge a riposo (anche dopo un giorno), non si individua un momento preciso e il dolore aumenta se si accorcia il muscolo. Si interviene dopo qualche giorno con allungamento, mobilità e stretching.

STIRAMENTO

È un problema discriminato durante l’attività che parte lieve e va “aggravandosi”, è un trauma da elongazione in cui si individua un momento preciso. Si interviene con esercizi isometrici. Il tempo di recupero medio è di circa 15 giorni.

STRAPPO

È una lesione che causa la rottura di alcune fibre muscolari in seguito ad una contrazione violenta. Si ha dolore sia nella contrazione concentrica sia in quella eccentrica. Lo strappo si classifica in:

– 1 grado: 20-30 giorni

– 2 grado: 30-45 giorni

– 3 grado: oltre i 45 giorni

Più è grave lo strappo, maggiore sarà il dolore durante la contrazione eccentrica. Sia a monte che a valle dello strappo è possibile avere una contrattura. L’evento dello strappo prevede delle fasi:

1 Fase infiammatoria (24-48h), dove si interviene con il protocollo RICE.

2 Fase macrofagica (3-4 giorni)

3 Cicatrizzazione (7 giorni)

Sia in caso di stiramento severo che in caso di strappo, bisogna intervenire dopo 1-2 settimane a seconda del grado di lesione. La progressione nelle lesioni muscolari prevede: isometrico, concentrico, eccentrico.

LESIONI TENDINEE

Nelle tendinopatie è fondamentale svolgere un lavoro di tipo eccentrico. Si distinguono:

– Tendiniti: infiammazioni date da sovraccarico ripetuto nel tempo.

– Avulsioni tendinee: distacchi delle giunzioni mio-tendinee con distacco di parte dell’osso.

– Rotture tendinee: sutura chirurgica.

IL RECUPERO FUNZIONALE

Il lavoro di recupero funzionale consiste nella creazione di un percorso di lavoro finalizzato al recupero della mobilità articolare e della capacità muscolare compromesse da un infortunio o da interventi chirurgici. Molto spesso gli infortuni vengono trascurati e non viene attuata una pratica riabilitativa/rieducativa corretta.

Il protocollo può essere suddiviso in tre punti chiave che devono essere raggiunti:

1 Valutazione integrata (identificazione del problema)

2 Progettazione del programma correttivo (risoluzione del problema)

3 Implementare la soluzione (tecnica di esercizio)

FASI DEL RECUPERO FUNZIONALE

Prima fase di inibizione: per scaricare la tensione o diminuire l’iperattività dei tessuti neuro-mio-fasciali nel corpo. Può essere realizzato attraverso l’utilizzo di tecniche di rilascio mio-fasciale.

Seconda fase di allungamento muscolare: dove l’obiettivo è quello di aumentare l’estensibilità, la lunghezza muscolare e il R.O.M. articolare.

Terza fase di attivazione muscolare: Può essere realizzata attraverso l’uso di esercizi di tonificazione muscolare, isometrici, selettivi per il distretto corporeo da recuperare.

Quarta fase di Integrazione: prevede tecniche di integrazione per riqualificare il “sinergico collettivo”, ovvero una fase del recupero funzionale con movimenti funzionali e progressivi, integrati in maniera globale.

1 Fase: SMR (Self-Myofascial Release)file-page17

Può essere impiegata per due obiettivi principali:

  1. Alleviare gli effetti collaterali di punti trigger (dove si accumulano le tensioni) attivi o latenti.

  2. Influenzare il sistema nervoso autonomo.

Anche una compressione ischemica (attraverso rulli, palle, handheld rollers) ad alta intensità (massima tolleranza al dolore) per una durata minima (circa 30 secondi) o ad una bassa intensità (soglia minima del dolore) per una durata più lunga (circa 90 secondi), riduce significativamente il dolore e la sensibilità del trigger point. E’ stato dimostrato che la combinazione delle due tecniche, aumenta significativamente il R.O.M.

2 Fase: Il lavoro sarà mirato nel recuperare la lunghezza muscolare e R.O.M. articolare.

3 Fase: il lavoro comprende esercizi isolati di tonificazione muscolare. E’ una tecnica somministrata perfile-page19 migliorare la coordinazione intramuscolare intramuscolare dei muscoli interessati. Possono essere eseguiti immediatamente dopo le tecniche di allungamento inibitorio. E nonostante non ci siano specifiche prove scientifiche, clinicamente ha prodotto risultati favorevoli. L’idea è quella di posizionare il soggetto, nella migliore linea di azione per un’attivazione ottimale di ciascun muscolo. Questi esercizi possono essere eseguiti con resistenza manuale (facilitazione neuromuscolare propriocettiva o contro-resistenza isometrica), cavi, tubi elastici, manubri e macchine isotoniche.

4 Fase: fase del movimento dinamico integrato. L‘ultima componente dell’esercizio continuum correttivo, implica l’uso globale del corpo con esercizi dinamici e globali, migliorando la capacità funzionale del sistema e aumentando il controllo neuromuscolare. Ciò è ottenuto utilizzando esercizi che si concentrano sulla funzione sinergica della stabilizzazione e la mobilitazione dei muscoli del corpo. L’effetto indotto sarà quello di aumentare la coordinazione neuromuscolare e quindi la sua efficienza in modo progressivo. Tale risultato aiuterà a stabilire un migliore controllo posturale e diminuire il rischio di lesioni. Il modello di Dinamica Integrata non è solo limitato al mofile-page20vimento in sé, ma anche ad una progressione di sequenze di movimenti. Ad esempio, un esercizio di base potrebbe essere composto da un esercizio con gli arti inferiori, con il minimo controllo per la stabilità, per poi progredire alternando l’uso degli arti inferiori e poi evolversi con esercizi simili, aumentando l’instabilità. Tale progressione potrebbe essere eseguita sui diversi assi e piani possibili.

ESEMPIO: RECUPERO PER PIEDE E ANCA

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ISOMETRIA

Questa modalità di contrazione sarebbe più appropriata per un soggetto con una adeguata forza di base e controllo neuromuscolare, in quanto comporta contrazioni con intensità elevata. Nella fase del potenziamento muscolare isolato, ha lo scopo di aumentare la coordinazione intramuscolare dei muscoli, necessari per aumentare i livelli di attivazione, prima di integrarli nelle loro sinergie funzionali.

CONTRAZIONE MUSCOLARE ECCENTRICA

La componente eccentrica coinvolta nell’attivazione muscolare isolata ha evidenziato un ruolo importante nel recupero delle lesioni muscolari e tendinopatie. La sequenza ai fini del recupero muscolare deve essere in progressione: Isometria – Contrazione Concentrica – Contrazione Eccentrica.

SUPERFICI INSTABILI

Negli ultimi anni, alcuni studi, hanno evidenziato i benefici che si possono acquisire, integrando training su superfici instabili, nel protocollo di recupero funzionale.

RECUPERO FUNZIONALE IN ACQUA

•La diminuzione della forza di gravità facilita una ripresa molto rapida dei movimenti attivi, la mancanza parziale di peso favorisce, la possibilità di effettuare correttamente il gesto specifico

•La riduzione dello stress articolare, del gonfiore e quindi del dolore favorisce movimenti più ampi rispetto a quelli che vengono eseguiti fuori dall’acqua. Questo aspetto consente al soggetto di migliorare la propria fluidità articolare, cioè avere una maggiore elasticità nei movimenti e quindi minor rigidità.

•La resistenza offerta dall’acqua favorisce un precoce recupero muscolare, tale resistenza può essere aumentata con l’utilizzo di alcuni ausili (elastici, galleggianti).

L’ambiente acquatico modifica la percezione del nostro corpo, questo costringe la ricerca di un maggiore controllo e ad eseguire movimenti con maggiore attenzione.

BIBLIOGRAFIA

William P Hanten, Sharon L Olson, Nicole L Butts, Aimee L Nowicki “Effectiveness of a Home Program of Ischemic Pressure Followed by Sustained Stretch for Treatment of Myofascial Trigger Points” Physical Therapy . Volume 80 . Number 10 . October 2000

Ewa M. Roos, Mikael Engström, Annika Lagerquist, Bengt Söderberg “Clinical improvement after 6 weeks of eccentric exercise in patients with mid-portion Achilles tendinopathy — a randomized trial with 1-year follow-up”, Scand J Med Sci Sports, 2004 Oct;14(5):286-95

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Dott. Fabio Perna

Chinesiologia Clinica / Nutrizione Umana / Nutraceutica e Longevità / mail: dott.fabioperna@gmail.com

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