Parkinson: Esercizio Fisico Adattato

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La malattia di Parkinson è un disturbo del movimento, caratterizzato da diversi sintomi: tremore a riposo, bradicinesia, compromissione dell’equilibrio, andatura irregolare. Sebbene le cause della malattia sono ancora oggetto di indagine, la sua incidenza aumenta, tra le persone di età superiore ai 50 anni. Negli ultimi anni, l’esercizio fisico di tipo aerobico è stato molto studiato e utilizzato come valido supporto alla terapia farmacologica. Studi hanno dimostrato che l’esercizio aerobico, può essere utile nel migliorare l’equilibrio, l’andatura, l’efficienza fisica e la qualità della vita. Le meta-analisi hanno suggerito che l’esercizio aerobico migliora in modo significativo anche la velocità del cammino, lunghezza del passo. Il Tremore di riposo è inizialmente unilaterale, morbo-di-parkinsonpiù evidente nella parte distale dell’arto e scompare con un atto volontario o durante il sonno. La rigidità è causata da una contrazione muscolare eccessiva e continua. La bradicinesia è particolarmente compromettente in termini di attività quotidiane. L’instabilità posturale e la suscettibilità alle cadute sono molto gravi e comuni in questa malattia. La compromissione dell’equilibrio in stazione eretta è identificata come il principale fattore di scarsa qualità della vita. Circa il 70% dei soggetti riferisce delle cadute, spesso con gravi conseguenze, come le fratture. La paura di cadere può impedire ai soggetti di partecipare alle più svariate attività fisiche. Migliorare l’equilibrio è uno dei principali obiettivi da dover raggiungere. Più frequente si riscontrano difficoltà di umore sono la depressione, l’ansia e apatia. I sintomi depressivi sono presenti nel 30-50% dei casi. L’ansia solo di recente ha attirato l’attenzione scientifica, nonostante la sua alta prevalenza. Circa il 45% dei soggetti con Parkinson ha sintomi di ansia. L’apatia è un disturbo molto frequente che può manifestarsi anche prima dei principali sintomi. Sintomi psicotici, come allucinazioni e deliri, si verificano nel 4% dei pazienti e sono spesso associati all’eccesso della terapia con dopamina. Una crescente evidenza suggerisce che anche l’esercizio fisico vigoroso, può influenzare favorevolmente la progressione della malattia, in quanto favorisce il fattore neurotrofico BDNF, migliorando la plasticità neuronale e le funzioni cognitive. Tra gli anziani, l’esercizio non solo è associato a migliori punteggi cognitivi, ma riduce significativamente il rischio di demenza e decadimento cognitivo lieve. Infine, numerosi studi su soggetti anziani con e senza demenza hanno riportato un aumento dei volumi cerebrali di materia grigia, associati specificatamente all’aver svolto esercizio fisico. L’esercizio fisico vigoroso dovrebbe essere fortemente incoraggiato, in quanto può avere un effetto neuro-protettivo, al di là della sua importanza per la salute generale.

ESERCIZIO FISICO VIGOROSO

Una recente meta-analisi di studi prospettici ha confermato l’associazione positiva fra comparsa di malattia di Parkinson e diminuzione del livello di intensità dell’esercizio fisico. Si riscontra che la fitness cardiovascolare (misurata dal picco di VO2) è stata associata con una migliore funzionalità cognitiva e motoria. Questa tipologia di esercizio potrebbe non essere applicata, in quanto in generale l’esercizio aerobico, a seconda delle condizioni potrebbe già essere sufficiente nell’apportare miglioramenti. Vanno proposti esercizi di andature, idrokinesiterapia, tonificazione muscolare globale. Queste attività sono spesso trascurate. Anche se il trattamento fisioterapico è abitualmente utilizzato nel Parkinson, non è utile nel migliorare l’efficienza fisica. I soggetti fisicamente in forma con Parkinson, negli studi, dimostrano migliori punteggi cognitivi a breve termine dalla seduta dell’esercizio fisico.

AUMENTO DEL VOLUME CORTICALE E DELL’IPPOCAMPO

L’invecchiamento è associato ad una progressiva riduzione del volume della materia grigia, dovuta principalmente alla progressiva perdita di sinapsi e neuroni. Studi suggeriscono che l’esercizio fisico può contrastare questa tendenza, ritardandola. Quindi, l’esercizio fisico di tipo aerobico negli anziani è importante per evitare la perdita di volume nella corteccia o nell’ippocampo. Nei vari studi il volume ematico cerebrale del giro dentato dell’ippocampo è aumentato, al termine di un programma di esercizio di 3 mesi.

EQUILIBRIO

Test hanno dimostrato che l’esercizio migliora la stabilità posturale. Il Tai Chi, lo Yoga, hanno mostrato moltissimi benefici, tra i quali: relax, basso stato di ansia e di depressione. L’equilibrio e il benessere mentale sono interconnessi. Prendendo in considerazione il fatto che la terapia farmacologica ha i suoi limiti, portando anche numerosi effetti collaterali, bisogna tendere a strategie terapeutiche integrate. A conti fatti, i vantaggi dell’esercizio fisico, sono chiari. L’Esercizio Fisico Adattato è considerato negli studi, un trattamento terapeutico specifico per il Parkinson. L’evidenza scientifica suggerisce che anche l’esercizio fisico vigoroso dovrebbe essere collocato in un ruolo di centralità nel trattamento chinesiterapico. In primo luogo, i medici dovrebbero in particolare consigliare a queste persone di impegnarsi in un regolare esercizio fisico adattato. Le istruzioni di una efficace chinesiterapia spiegano che occorre lavorare in maniera dinamica, oltre il semplice stretching, ad esempio, esercizi sul cammino e di equilibrio.

BIBLIOGRAFIA

Shu H-F, Yang T, Yu S-X, Huang H-D, Jiang L-L, et al. (2014) “Aerobic Exercise for Parkinson’s Disease: A Systematic Review and Meta-Analysis of Randomized Controlled Trials. PLoS ONE 9(7): e100503. doi:10.1371/journal.pone.0100503”

J. Eric Ahlskog “Does vigorous exercise have a neuroprotective effect in Parkinson disease? Neurology® 2011;77:288–294

Rastislav Šumec et al. “Psychological Benefits of Nonpharmacological Methods Aimed for Improving Balance in Parkinson’s Disease: A Systematic Review, Behavioural Neurology Volume 2015, Article ID 620674, 16 pages”

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Dott. Fabio Perna

Chinesiologia Clinica / Nutrizione Umana / Nutraceutica e Longevità / mail: dott.fabioperna@gmail.com

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