Sindrome da Tachicardia Posturale Ortostatica: Fisiologia Clinica dell’Esercizio

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Moltissime persone soffrono di sindrome da tachicardia posturale ortostatica (POST). I soggetti colpiti spesso hanno problemi a lavoro, nel frequentare la scuola o svolgere attività ricreative. La sindrome da tachicardia posturale ortostatica, è una condizione in cui il soggetto non è in grado di stare in piedi per periodi prolungati di tempo a causa di intollerabili palpitazioni, vertigini, o a volte sincope. La fisiopatologia di base non è ben compresa, ma recenti ricerche hanno suggerito che il decondizionamento fisico e il ridotto volume di sangue al cervello (associato a disfunzioni del sistema vascolare), possono essere importanti per la sua patogenesi, in quanto andrebbero a indurre appunto una tachicardia da compenso. Oltre all’intolleranza ortostatica, questi soggetti manifestano anche intolleranza all’esercizio fisico. Il picco del consumo di ossigeno (VO2peak), è generalmente inferiore in queste persone, anche rispetto ai sedentari sani. La riduzione del picco di assorbimento di ossigeno riflette quindi il decondizionamento fisico, che fornisce una forte motivazione per lavorare sulla rieducazione all’esercizio fisico per questi soggetti. Si è scoperto che allenamento di resistenza aerobica è un’efficace terapia non farmacologica per questi soggetti. Molti possono essere “curati” in modo sostanziale dopo un periodo di allenamento o una maggiore attività fisica regolare.

Durante l’esercizio sub massimale e massimale acuto, specialmente nella posizione eretta, le risposte della frequenza cardiaca non sono diverse tra soggetti con POTS e individui sani. Questi dati suggeriscono che in questa condizione patologica non vi è un’anomalia intrinseca della regolazione della frequenza cardiaca durante l’esercizio. La tachicardia in queste persone durante l’esercizio sembra essere solo attribuita al ridotto volume di sangue al cervello, che è associato all’intolleranza all’esercizio. Recenti ricerche hanno dimostrato che esistono differenze specifiche per sesso nella dimensione del cuore e nel volume del sangue. È possibile che le donne nate con piccoli cuori (anche se entro un intervallo normale) siano più suscettibili allo sviluppo di questa sindrome. Viceversa, i soggetti con POTS hanno piccoli cuori che sono probabilmente un cambiamento secondario dovuto ad un adattamento fisiologico dato dalla poca attività fisica. Avere un piccolo cuore è associato a un ridotto volume di sangue, che contribuisce al ridotto volume di sangue che affluisce al cervello, portando infine alla tachicardia riflessa durante l’esercizio fisico in queste persone. Importante dire che questi soggetti hanno una normale capacità di aumentare la gittata cardiaca per la richiesta di ossigeno durante l’esercizio.

Prove crescenti suggeriscono che il decondizionamento fisico è un importante fattore di contributo per questa sindrome. L’esercizio fisico sembra essere benefico, in effetti è stata osservata una maggiore tolleranza ortostatica dopo un allenamento di esercizio da lieve a moderato. L’allenamento di resistenza aerobica espande il volume del sangue e del plasma, aumenta la dimensione e massa cardiaca. Così questi risultati suggeriscono che l’esercizio fisico può essere utilizzato come trattamento riabilitativo per i pazienti con POST.

Negli studi, inizialmente i soggetti hanno praticato 3 sedute a settimana per 20-30 minuti per sessione, con una frequenza cardiaca a circa il 75% del massimo. Successivamente la durata delle sessioni di allenamento è stata prolungata e si è lavorato ad intensità maggiori. L’esercizio svolto in verticale (bike, macchina ellittica) è stato tollerato. Ogni soggetto ha anche eseguito 5 minuti di riscaldamento e defaticamento alla fine. Queste persone hanno anche svolto un allenamento di forza con bassi carichi, cominciando da 1 volta alla settimana, 15-20 minuti per sessione, per poi arrivare a 2 volte alla settimana, circa 30 minuti per sessione. Tutte le sessioni di allenamento sono state supervisionate da esperti nelle attività motorie.

3 mesi di esercizio fisico hanno aumentato il VO2peak dell’8% nei pazienti con POTS, indicando un aumento della forma fisica. La massa ventricolare sinistra e il volume telediastolico sono aumentati del 12% e dell’8%, determinando un significativo “rimodellamento cardiaco”. Il volume del sangue è aumentato del 6%. Il controllo circolatorio autonomo e la funzione barorifliale arteriosa-cardiaca sono stati migliorati. Ancora più importante, il 53% dei soggetti che hanno completato il programma di allenamento di esercizi di 3 mesi non ha più soddisfatto i criteri per la diagnosi di POTS e quindi è stato classificato come “curato”. La gravità dei sintomi in questa sindrome è uno dei principali fattori che limita la tolleranza all’esercizio e l’efficacia dell’allenamento e i soggetti con POTS da una gravità moderata a severa, hanno bisogno di più di 3 mesi per normalizzare i loro livelli di forma fisica e la capacità di esercizio.

Dopo il completamento del programma di allenamento di esercizio di 3 mesi, il volume della gittata e la gittata cardiaca durante il picco di esercizio, sono stati significativamente aumentati. La frequenza cardiaca di picco era simile dopo l’allenamento e prima dell’allenamento. L’aumento delle dimensioni del cuore e l’espansione del volume del sangue, associati all’esercizio fisico di resistenza aerobica, sembra essere la causa dell’aumento del volume di picco della gittata e della gittata cardiaca in questi soggetti. Il recupero della frequenza cardiaca dal picco di esercizio, è stato più rapido dopo l’allenamento, indicando un miglioramento del controllo circolatorio autonomo (cioè un aumento della riattivazione vagale e una diminuzione del tono simpatico).

Si ricorda quindi che i soggetti con sindrome da tachicardia posturale (POST), non abbiano alcuna anormalità intrinseca della regolazione della frequenza cardiaca durante l’esercizio e che la tachicardia in questione è dovuta a un volume di sangue al cervello più ridotto, così da compenso, si aumenta la frequenza cardiaca, per equilibrare questo deficit. Il rimodellamento cardiaco e l’espansione del volume del sangue associati all’allenamento di resistenza aumentano la forma fisica e migliorano la prestazione fisica in questi pazienti.

BIBLIOGRAFIA

Fu and Levine “Exercise in the Postural Orthostatic Tachycardia Syndrome” Auton Neurosci. 2015 March ; 188: 86–89.

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Dott. Fabio Perna

Chinesiologia Clinica / Nutrizione Umana / Nutraceutica e Longevità / mail: dott.fabioperna@gmail.com

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