Test di Valutazione in Chinesiologia Clinica

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Il “2 Minute Step in Place Test”, consente di valutare la resistenza aerobica nei soggetti anziani e viene eseguito in alternativa al test del cammino di 6 minuti, per persone che usano dispositivi ortopedici, o hanno problematiche di bilanciamento, durante il cammino. Occorrono, un nastro per segnare i dati vicino ad un muro e un cronometro. Il livello di altezza da raggiungere, è a metà tra ginocchio e cresta illiaca antero-superiore. Il soggetto quindi marcia sul posto per 2 minuti, all’altezza impostata. È permesso riposare, poggiarsi al muro o ad una sedia stabile. Occorre registrare il numero di volte in cui il ginocchio raggiunge il livello del nastro, in questa finestra di tempo.

Di seguito è riportata una tabella che mostra gli intervalli consigliati per questo test in base all’età (da Jones & Rikli, 2002).

“L’Arm Curl (Biceps) Test” è un test che permette di misurare la forza e la resistenza della parte superiore del corpo. Occorre un peso di circa 2 / 2,5 kg per le donne, mentre per gli uomini circa 3,5 kg, una sedia senza braccioli e un cronometro. Lo scopo del Test è quello di eseguire il maggior numero di contrazioni del braccio in 30 secondi, dalla parte del braccio dominante. Il soggetto è sulla sedia, con un peso in mano, il braccio in posizione verticale e bloccato, in modo che solo l’avanbraccio si muova attraverso la flessione (il tester può aiutare a tenere fermo il braccio del soggetto). Quindi si flette completamente l’avanbraccio, con il palmo in supinazione. Il protocollo prevede che la mano libera del soggetto sia posizionata sul bicipite, mentre la mano del braccio che esegue il test, deve arrivare a toccare la mano del tester, per dimostrare la completa contrazione. E’ importante che la parte superiore del braccio sia stabile e non oscilli.

Di seguito è riportata tabella che mostra i parametri consigliati in base all’età (da Jones & Rikli, 2002).

Il TEST DI JOBE, valuta una possibile infiammazione / lesione del tendine, nel muscolo sovraspinato. Il soggetto deve mantenere il braccio abdotto a 90°, sul piano scapolare (30-45°) e in intrarotazione. Da questa posizione, il soggetto effettua una spinta verso l’alto, contrastata manualmente dal valutatore. Si consiglia di eseguire il test bilateralmente.

La valutazione può essere eseguita utilizzando:

– Il peso del braccio come fattore resistivo, in quanto in posizione eretta il sovraspinato interviene già per eseguire l’elevazione del braccio contro la gravità. Il peso del braccio e spinta dell’operatore sono due stimoli importanti per un tendine infiammato. Quindi si può valutare prima l’infiammazione del tendine al carico gravitario, se l’esito è negativo, si applica la resistenza dell’esaminatore.

– La posizione in decubito supino, in quanto permette una valutazione più fine del sovraspinato, perché lo sgrava dal carico gravitario. In decubito supino, la posizione specifica per l’esecuzione del test viene raggiunta con un minore impegno del deltoide, consentendo una migliore valutazione del tendine.

Il LIFT-OFF TEST o “TEST DI GERBER”, viene eseguito in caso di sospetta lesione / sofferenza del tendine del muscolo sottoscapolare e consiste nel sollevare attivamente il dorso della mano (contro resistenza dal valutatore), dalla colonna lombare. Il soggetto viene esaminato in piedi con la mano dietro la schiena e il dorso della mano appoggiato a metà della zona lombare. Successivamente, si richiede una spinta della
mano contro quella dell’operatore.

Un unico inconveniente è rappresentato da una possibile limitazione articolare che non consentirebbe al soggetto di raggiungere la posizione. Se invece il soggetto ha un range articolare completo e la rotazione interna attiva non comporta dolore, ma il lift-off test è positivo, probabilmente si ha disfunzione del muscolo sottoscapolare, indicando una probabile instabilità o sofferenza.

L’impossibilità di allontanare il dorso della mano dalla colonna, con presenza di dolore, indica una positività del test, fornendo informazioni su una possibile lesione / disfunzione del muscolo sottoscapolare.

Nel TEST DI LASÈGUE, la comparsa del dolore è attribuita alla compressione del nervo sciatico, da parte della muscolatura dei flessori della coscia. Si attribuisce una diversa positività del segno di Lasègue a seconda dell’evocazione del dolore, rispetto ai gradi di estensione del ginocchio. Partendo da coscia flessa a 90° sull’anca, si comincia con l’estensione del ginocchio. Potremmo trovarci così 3 situazioni:

– Quando, iniziando l’estensione del ginocchio, si avverte dolore prima dei 45°, si riporta Lasègue +++

– Quando si avverte dolore tra i 45 e i 90°, si riporta Lasègue ++

– Quando si avverte dolore oltre i 90° fino all’estensione totale del ginocchio, si riporta Lasègue +

Spesso si fa confusione con un altro test, lo “straight leg raising test”, dove l’esecuzione prevede il sollevamento dell’arto inferiore, sempre a ginocchio teso, sino alla comparsa del dolore.

Per differenziare l’irritazione dello sciatico, dallo stiramento dei flessori del ginocchio, si abbassa tutto l’arto, chiedendo la dorsi-flessione del piede al soggetto: se c’è dolore vuol dire che c’è interessamento dello sciatico, mentre se non c’è, il dolore avvertito in precedenza, si può attribuire appunto allo stiramento dei flessori del ginocchio. Infatti questo ci fa capire la differenza tra il vero test di Laségue, dall’altro tipo.

Importante eseguire il test di Laségue in maniera corretta, ed è importante anche ricordare che questo è un test abbastanza indicativo ma non specifico. Bisogna ricordare che il Lasègue non prevede il sollevare un arto inferiore teso, ma prevede di valutare l’anca nelle diverse fasi di estensione del ginocchio, misurando così i gradi in cui si evoca il dolore, in modo da poter descrivere una positività da uno a tre +.

(La prima figura è il VERO Lasègue, mentre la seconda figura, è lo “straight leg raising test”).

Il PALM-UP TEST o “TEST DI SPEED”, valuta l’integrità / efficienza del tendine del capo lungo del bicipite brachiale. Il soggetto posiziona le braccia anteposte a 90° ed extraruotate con l’avanbraccio supinato. Da questa posizione, si richiede una spinta verso l’alto, contrastata manualmente dall’operatore.

L’extrarotazione del braccio è fondamentale per il contatto del capo lungo del bicipite, contro il margine mediale del solco bicipitale. La spinta verso l’alto produce la contrazione
del ventre muscolare con conseguente scivolamento del tendine nel solco.

Il Test è positivo, quando la persona riferisce dolore e impotenza. La positività si riscontra anche in tutti i casi di rottura in una delle componenti tendinee della cuffia dei rotatori, che interessano il capo lungo del bicipite.

Il Test di Patrick o “FABERE TEST”, viene eseguito per valutare una sofferenza dell’articolazione dell’anca o della sacro-iliaca. Il Test si esegue con il soggetto in posizione supina e chiedendo allo stesso, di portare l’anca in flessione, abduzione ed extrarotazione, con la caviglia poggiata appena sopra al ginocchio. L’esaminatore stabilizza il lato opposto con la mano sulla SIAS e successivamente applica una forza di rotazione esterna, abduzione ed estensione al ginocchio omolaterale fino ad ottenere il ROM completo.

Se il dolore è suscitato sul lato omolaterale, indica un disturbo all’anca, nello stesso lato.
Se il dolore è nel lato controlaterale, posteriormente, il dolore è causato da una disfunzione dell’articolazione sacro-iliaca.

Il test risulta positivo anche se è presente una limitazione del range articolare.

In generale:
– Se c’è disfunzione muscolare: la resistenza opposta alla pressione è di rimbalzo.
– Se c’è disfunzione capsulo-legamentosa: la resistenza opposta alla pressione è oltre l’elasticità muscolare.
– Se c’è disfunzione ossea: Si rileva che la SIAS opposta, si solleva.

PUSH-UP TEST
1. Viene somministrato sia a uomini (posizione standard “in giù”, mani che puntano avanti e sotto la spalla, corpo in linea, a testa alta, usando le dita del piede come punto cardine), sia a donne (posizione modificata “knee-up”, ginocchia unite, gambe a contatto con il pavimento, con caviglie in flessione plantare, schiena dritta, le mani alla larghezza delle spalle, a testa alta).

2. Il soggetto deve sollevare il corpo, estendendo i gomiti e tornare alla posizione di partenza “giù”, fino a toccare il mento sul tappeto. L’addome non dovrebbe toccare il tappeto.

3. Sia gli uomini che le donne, devono avere il dorso dritto in ogni momento del test e tornare in salita, fino a quando le braccia raggiungono l’estensione completa.

4. Il test, per avere validità, richiede l’esecuzione dei piegamenti, senza riposo.

5. Il test viene interrotto quando il cliente si sforza eccessivamente o non è in grado di mantenere la posizione richiesta per 2 ripetizioni.

Test di flessione del tronco (SIT AND REACH TEST)

Prima del test: il soggetto dovrebbe eseguire un breve riscaldamento, per i gruppi muscolari che verranno sollecitati. Si raccomanda anche di non eseguire movimenti veloci, che possano aumentare la possibilità di infortunio. Il soggetto esegue il test senza scarpe.

1. Il soggetto si siede senza scarpe con i piedi contro il box al segno di 26 cm (posizione di partenza). I piedi sono posizionati entro 2cm dall’inizio della misurazione. Mentre, per la versione del test sit-and-reach YMCA, il metro è posizionato sul pavimento verso il soggetto, il nastro passa sul metro, andando in contatto con i piedi della persona. Il soggetto si siede verso il metro, con gambe distese, i talloni in contatto sul nastro, e una apertura di circa 10-12cm per piede.

2. Il soggetto dovrebbe lentamente andare avanti con entrambe le mani il più lontano possibile, mantenendo questa posizione per circa 2 secondi. Le mani dovrebbero essere parallele al suolo, ma possono essere sovrapposte tra loro o in contatto con la porzione di misurazione. La persona, nella fase espiratoria, rilasciare la testa in avanti, tra le braccia, per fornire il massimo avanzamento. Il valutatore deve assicurarsi che le ginocchia del soggetto restino tese senza fornire aiuto. La respirazione deve essere regolare durante il test.

3. Il punteggio è dato dalla distanza in centimetri raggiunta con la punta delle dita. Il test andrebbe ripetuto 2 volte. Si ricorda che per il Sit-and-reach con box, il punto “zero” è a 26 cm.

Il Back Scratch Test, o semplicemente “Scratch Test”, misura quanto le mani, possono unirsi dietro la schiena. Questo test è progettato per testare l’idoneità funzionale degli anziani e non solo.

Il Test misura l’ampiezza del movimento delle spalle in generale e viene eseguito in posizione eretta. Consiste nel mettere una mano dietro la testa e spalla, spingendo il più possibile verso il centro della schiena. L’altro braccio dietro la schiena, ha il palmo rivolto verso l’esterno e le dita verso l’alto, così da cercare la sovrapposizione del dito medio sull’altro.

È necessario misurare la distanza tra le punte del dito medio (con righello o metro). Se le due dita arrivano al contatto, il punteggio è zero. Se le punte non toccano, occorre misurare la distanza che resta da colmare (simboleggia un punteggio negativo, in quanto non si ha mobilità sufficiente nell’arrivare al contatto), mentre, se si sovrappongono, bisogna misurare di quanto (simboleggia un punteggio positivo, in quanto si riesce addirittura a superare il contatto delle dita, mostrando una buona mobilità). Occorre ripetere il test 2 volte per essere valido.

Il test è molto utile in quei soggetti, spesso anziani, che potrebbero non essere in grado di eseguire i test di fitness tradizionali.

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Dott. Fabio Perna

Chinesiologo Clinico (Specialista in Esercizio Fisico Adattato). Aree di interesse: Osteoporosi - Cardiopatie - Recupero Motorio Post-riabilitativo - Rieducazione Posturale - Malattie Metaboliche (Diabete Mellito, Sindrome Metabolica, Obesità) Consulenza: dott.fabioperna@gmail.com

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