Sindrome Femoro-Rotulea: Il Trattamento Chinesiologico

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La sindrome femoro-rotulea è un disordine muscolo-scheletrico comune in soggetti attivi o alle prime armi, in genere di età compresa tra 15 a 30 anni. La prevalenza varia da 21% al 45% negli adolescenti attivi e dal 15% al 33% negli adulti, più nelle donne rispetto agli uomini. Il dolore viene avvertito durante attività come la corsa, o lo scendere le scale, nell’accovacciata, e nella seduta con flessione delle ginocchia protratta nel tempo. L’eziologia sembra essere multifattoriale. Diversi i fattori causali: cinematica degli arti inferiori alterata, eccessiva pronazione del piede, che può provocare una rotazione interna maggiore della tibia e un maggiore stress, deficit nella muscolatura del muscolo quadricipite, che stabilizza lo scorrimento della rotula attraverso la scanalatura femorale. Un squilibrio tra la forza del muscolo vastocondropatia-cause mediale obliquo e altri gruppi muscolari possono portare ad uno spostamento laterale della rotula, con conseguente sforzo sulla faccetta laterale femoro-rotulea. Studi biomeccanici hanno dimostrato che i soggetti con dolore femoro-rotuleo, mostrano un maggiore movimento frontale e trasverso dell’anca durante le attività vita di tutti i giorni. È stato ipotizzato che questo può influenzare le forze laterali che agiscono sulla rotula. Inoltre, l’eccessiva rotazione interna del femore, porta allo spostamento laterale della rotula e quindi potrebbe anch’esso essere un fattore che aggrava questa sindrome. Attualmente, la teoria più accettata, spiega che questa situazione, disturba l’omeostasi del tessuto molle e la vascolarizzazione compromessa, può causare la sensazione di dolore. Questo dolore è stato collegato anche al contatto tra le due strutture (femore e rotula) dovuto a una ridotta area di contatto, provocando così un maggiore stress nella parte più laterale dell’articolazione. La causa del dolore quindi è data da fattori: locali, distali e prossimali all’articolazione del ginocchio, con una buona prova che l’asse di rotazione del femore in relazione alla rotula è un fattore chiave. In linea con la natura multifattoriale di questa sindrome, la sua gestione è concentrata su una varietà di interventi, tra cui: riposo, analgesici e recupero funzionale generale del quadricipite (vasto mediale e laterale), esercizi della muscolatura prossimale (anca), taping rotuleo e rieducazione del cammino. L’evidenza suggerisce che una ridotta forza e funzione della muscolatura prossimale al ginocchio, combinato a disfunzione dei collegamenti tra la meccanica dell’anca e ginocchio, aumenta il dolore. Il recupero della muscolatura prossimale, consiste in esercizi a catena cinetica aperta e chiusa.

IL RECUPERO MUSCOLARE

Una forte evidenza indica che il recupero dei muscoli prossimali dell’anca, insieme al recupero del quadricipite è l’approccio migliore rispetto al solo recupero del quadricipite. Questi risultati in letteratura, supportano l’attuazione dei programmi di recupero muscolare prossimale per la gestione del dolore femoro-rotuleo. Quindi un intervento di recupero prossimale dei muscoli dell’anca, combinato ad esercizi per il quadricipite a catena cinetica aperta e chiusa, si traduce in risultati superiori rispetto alla sola cinetica chiusa. Però su questo ultimo risultato non vi è ancora una definitiva posizione. Quando si effettuano esercizi per il quadricipite a catena chiusa, si faciliterebbe anche l’attivazione dei muscoli prossimali dell’anca. L’intervento di recupero non deriva esclusivamente attraverso i cambiamenti nella forza, ma attraverso una combinazione di modifiche più globali degli arti inferiori, ovvero bisogna portare un cambiamento nella biomeccanica. L’avere una muscolatura adduttoria e intra-rotatoria dell’anca più forte, viene identificato come un fattore di rischio per la sindrome femoro-rotulea. Di conseguenza l’intervento è quello di recuperare l’equilibro tra i distretti muscolari (intra-extra rotatori e adduttori-abduttori).

TRATTAMENTO CHINESIOLOGICO

Gli interventi che mirano a migliorare la resistenza, la forza e l’attività neuromuscolare della muscolatura prossimale, sono efficaci. Il recupero della muscolatura prossimale, combinato ad esercizi per il quadricipite a catena cinetica aperta e chiusa, sono superiori rispetto all’intervento isolato al quadricipite. Gli esercizi di recupero dovrebbero essere svolti dai 3 fino 7 giorni settimanali, quindi preferibilmente richiamare ogni giorno gli esercizi, con un’intensità dei programmi che varia nel tempo. Le linee guida indicano che esercitare la componente neuromuscolare ha un maggiore effetto se eseguita ogni giorno, mentre l’allenamento della forza dovrebbe essere eseguito 2-3 volte a settimana. Essendo comunque l’argomento ancora in fase di studio e di ricerca, per protocollare una definitiva linea guida di esercizi, richiede ancora tempo.

BIBLIOGRAFIA

Clijsen R, Fuchs J, Taeymans J. Effectiveness of exercise therapy in treatment of patients with patellofemoral pain syndrome: systematic review and meta-analysis”, Phys Ther. 2014;94:1697–1708

Lack S, Barton C, Sohan O, et al. Proximal muscle rehabilitation is effective for patellofemoral pain: a systematic review with meta-analysis”, Br J Sports Med 2015;49:13651376.

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Dott. Fabio Perna

Chinesiologo Clinico (Specialista in Esercizio Fisico Adattato). Aree di interesse: Osteoporosi - Cardiopatie - Recupero Motorio Post-riabilitativo - Rieducazione Posturale - Malattie Metaboliche (Diabete Mellito, Sindrome Metabolica, Obesità) Consulenza: dott.fabioperna@gmail.com

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