Prescrizione dell’Esercizio Fisico nel Cancro: Linee Guida Australiane

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

I benefici dell’esercizio fisico, nei soggetti con cancro, sono stati ampiamente dimostrati. Esistono prove di forza e sicurezza sulla fattibilità e sull’efficacia dell’esercizio, in un grande numero di tumori (seno, prostata, colon-rettale e polmone, ematologico e tumori ginecologici; ma anche in tumori meno comuni come quello al cervello, testicolare e pancreatico. Questa guida, incorpora considerazioni specifiche, compresa la valutazione e la prescrizione iniziale degli esercizi, i principi di sovraccarico progressivo, periodizzazione e autoregolazione. Inoltre, incorpora l’uso di strategie di cambiamento del comportamento, educazione e monitoraggio, per garantire un approccio specifico e adattato, in modo da garantire gli effetti benefici dell’esercizio fisico.

Per fare ciò occorre:

1) Valutare la persona (competenza medica), inclusa la storia clinica del soggetto e della famiglia (presenza di comorbidità / malattia cronica addizionale e relativo trattamento); diagnosi del cancro (precedente e corrente); trattamento del cancro; rischio di tossicità correlate al trattamento (effetti collaterali acuti, persistenti e tardivi); attività fisica e cronologia degli esercizi.

2) Determinare i problemi di salute e dare la priorità al tipo di esercizio che diminuisce il rischio di morbilità e / o mortalità. La prescrizione degli esercizi deve essere focalizzata sul migliorare le problematiche, la salute e la sopravvivenza.

3) Identificare la capacità del soggetto, accessibilità, preferenze, auto-efficacia, ostacoli e facilitatori da esercitare e potenziali benefici.

4) Prescrivere l’esercizio in base agli obiettivi correlati all’esercizio da parte del paziente.

5) Rivalutare e modificare la prescrizione seguendo i punti 1-4.

La valutazione iniziale potrebbe anche includere una batteria di test fisici / funzionali di idoneità cardio-respiratoria, funzione, forza, equilibrio, composizione corporea e salute delle ossa.

Per un soggetto nella fase di trattamento, è buona pratica lavorare e programmare l’attività insieme al medico curante, condividendo le progressioni di lavoro. Il medico di base, sarà probabilmente la persona più pertinente con cui collaborare durante la fase di sopravvivenza post-trattamento.

Dopo la valutazione iniziale, gli obiettivi dell’esercizio devono essere condivisi in base a ciò di cui primariamente ha bisogno il soggetto (ad esempio, migliorare dei sintomi, migliorare l’umore, ridurre i cali della fitness cardio-respiratoria, invertire la perdita di massa muscolare), sottolineando che si può dare priorità anche ad obiettivi di tipo psicosociali, ma questi possono comunque cambiare e integrarsi durante il lavoro. Ciò che può influenzare l’aderenza della persona, riguarda ad esempio la sua capacità funzionale e le preferenze relative al tipo, alla frequenza, all’intensità e alla durata dell’esercizio, ma non per ultime anche le risorse economiche, o anche la motivazione. Sarà anche necessario educare il soggetto su un esercizio fisico, che sia coerente con i suoi obiettivi.

Non è possibile fornire una prescrizione di esercizio specifica basata sul singolo individuo, ma piuttosto sul tipo di malattia, per capirne la fisiopatologia e individuare di cosa ha più bisogno la persona. In alcuni casi, sarà opportuno stare attenti ad altri stati patologici o condizioni croniche associate. È prudente per i professionisti dell’esercizio, rimanere consapevoli anche del potenziale danno che può verificarsi, educando i soggetti alla percezione dello sforzo e monitorare la presenza di segni e sintomi durante l’attività.

COMPONENTI PRINCIPALI DELLA PRESCRIZIONE DEGLI ESERCIZI: MODALITÀ, INTENSITÀ, FREQUENZA, DURATA, DOSAGGIO, PROGRESSIONE, PERIODIZZAZIONE E AUTOREGOLAZIONE

Modalità di allenamento: un programma di allenamento multi-modale, comprendente lavoro aerobico e di forza (lavorando su gruppi muscolari grandi e specifici) (Tabella 1).

Tuttavia, proporre l’esercizio esercizio aerobico o di resistenza, si decide in base alle esigenze e agli obiettivi. Ad esempio, una donna con cancro all’endometrio, alla quale si consiglia di perdere peso attraverso la dieta, dovrà aumentare l’enfasi sul lavoro di forza per garantire la conservazione della massa magra durante i periodi di perdita di peso, mentre un soggetto affetto da cancro al polmone, che ha bisogno di migliorare l’idoneità -, dovrà prediligere la parte aerobica. E’ opportuno considerare anche le preferenze della persona, in particolare durante le prime fasi e soprattutto nei soggetti decondizionati. L’inclusione dell’equilibrio e della flessibilità, può migliorare la capacità di impegnarsi nelle attività quotidiane, riducendo anche il rischio di cadute. L’inclusione di esercizi per il pavimento pelvico è anche particolarmente importante per i soggetti ad alto rischio di incontinenza urinaria e fecale. Qualsiasi tipo di attività che la persona considera piacevole o la percepisce come influente positivamente, che sia coerente con gli obiettivi, va incoraggiata, perché può influire sul piacere di svolgere l’attività stessa. L’eccezione a questa raccomandazione viene quando un’attività specifica è considerata come controindicata o potenzialmente dannosa.

Intensità: Queste persone non dovrebbero svolgere solo esercizio a bassa intensità, né solo ad alta intensità, ovviamente ci sono fasi in cui l’esercizio a bassa intensità è raccomandato perché più sicuro. Occorre aiutare la persona a capire cosa è la bassa, moderata e alta intensità, attraverso l’uso di uno o più strumenti, compresa la valutazione dello sforzo percepito (RPE), la frequenza cardiaca e il numero massimo di ripetizioni. I metodi di valutazione come l’auto-segnalazione, sono molto utili per chi è a rischio di una risposta alterata da un assunzione farmacologica (ad es. specifici agenti chemioterapici o farmaci bersaglio HER2). Occorre anche spiegare a queste persone, cosa costituisce una normale risposta fisiologica e cosa invece no, migliorando anche il senso di auto-efficacia. Allenamento a intervalli, l’allenamento dinamico esplosivo o altro, si può proporre se il soggetto lo tollera ed è coerente con gli obiettivi o con i fattori specifici del cancro.

Frequenza e durata: la durata di ogni sessione di allenamento influenzerà la frequenza delle sessioni settimanali. Per i soggetti decondizionati, potrebbe essere necessario coinvolgere una prescrizione di esercizio iniziale, composta da più sessioni brevi (5-10 minuti di durata) al giorno, per accumulare poi, almeno 20 minuti giornalieri.

Dosaggio: intensità, frequenza e durata si combinano per produrre il dosaggio totale. Gli obiettivi promossi dalle linee guida di attività per i malati di cancro (cioè > 150 minuti di intensità moderata aerobica / e > 75 minuti di intensa attività aerobica intensiva, più 2 sessioni di allenamento di forza a settimana) potrebbero non rappresentare un adeguato dosaggio per il soggetto oncologico. Studi che coinvolgono donne con carcinoma mammario ovarico e soggetti con cancro al polmone o al pancreas, hanno specificamente dimostrato che mentre alcuni possono essere in grado di raggiungere questo quantitativo, altri non riescono, quindi occorre sempre studiare chi si ha davanti. La relazione dose-risposta tra esercizio e risultati fisici e psicosociali è rilevante per i soggetti con cancro. Mentre la ricerca futura continuerà a definire le soglie di dosaggio di esercizio ottimale, queste persone possono tranquillamente intraprendere un regolare esercizio fisico, progredendo gradualmente per ciò che gli consente la specifica malattia. Variazione di volume e intensità durante la settimana o durante il trattamento, possono stimolare un maggiore adattamento fisiologico e ridurre la noia o il rischio di sovrallenamento. Riconoscendo che i soggetti oncologici presentano forti fluttuazioni nella tolleranza allo sforzo, capacità e auto-efficacia, è fondamentale assicurare la flessibilità nell’adattare sempre il programma di lavoro.

Progressione: La progressione dell’esercizio, sarà diversa a seconda del problema e della persona. È importante ridurre al minimo la regressione del dosaggio totale dell’esercizio e dell’intensità relativa, cercando di mantenere sempre parametri ottimali, durante tutto il periodo di trattamento, ovviamente mantenendosi flessibili in funzione dell’efficienza del soggetto.

In tutti i casi, l’obiettivo della progressione è di facilitare e mantenere i benefici ottenuti. Sarà necessario evitare il sovrallenamento, che può comportare un maggiore rischio di stress fisico, lesioni e compromissione della funzione immunitaria, compromettendo anche la qualità della vita. Segni di sovrallenamento, riguardano la presenza di sintomi insoliti, aumento della gravità dei sintomi. Nel complesso, un ruolo chiave di un professionista dell’esercizio, è quello di valutare la sicurezza, fattibilità ed effetto di esercizi specifici, dosaggio settimanale e ritmo di progressione nel soggetto oncologico e gli obiettivi relativi all’esercizio.

CAMBIAMENTO DEL COMPORTAMENTO

Attraverso l’implementazione di tecniche di cambiamento comportamentale tra cui l’autocontrollo, educazione e sostegno sociale, si può migliorare l’aderenza all’esercizio. Questo, a sua volta, facilita il raggiungimento degli obiettivi. Incorporando le strategie di cambiamento del comportamento come parte integrante della cura della persona, si migliorerà l’auto-efficacia, e, come tale, andrà ad implementare l’efficacia dell’esercizio a lungo termine.

Istruzione e monitoraggio della prescrizione degli esercizi: Oltre alle normali norme relative all’esercizio fisico (abbigliamento e calzature adeguati, idratazione e sicurezza, uso appropriato delle attrezzature), il soggetto deve essere preparato nel monitorare la presenza di effetti collaterali correlati all’esercizio, ed essere in grado di riferire il suo stato, al professionista dell’esercizio. Questo consente di gestire tempestivamente le variabili dell’attività.

Nel complesso, le prove dimostrano che l’attuazione della prescrizione di esercizio fisico, porta con sé la riduzione della morbilità, miglioramento della funzionalità e della qualità della vita, miglioramento della sopravvivenza, con un rischio di lesioni molto basso. Non esiste un set standard sulla prescrizione e dosaggio settimanale dell’attività, ma la prescrizione di esercizio fisico ottimale, deve essere mirata e individualizzata, in base a considerazioni specifiche e consultazioni mediche, specifiche sia per soggetto, che per tipo di malattia.

BIBLIOGRAFIA

Hayes SC, Newton RU, Spence RR, Galv˜ao DA “The Exercise and Sports Science Australia position statement: Exercise medicine in cancer management” Journal of Science and Medicine in Sport (2019), https://doi.org/10.1016/j.jsams.2019.05.003.

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

Dott. Fabio Perna

Chinesiologo Clinico (Specialista in Esercizio Fisico Adattato). Aree di interesse: Osteoporosi - Cardiopatie - Recupero Motorio Post-riabilitativo - Rieducazione Posturale - Malattie Metaboliche (Diabete Mellito, Sindrome Metabolica, Obesità) Consulenza: dott.fabioperna@gmail.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *