Più Esercizio Fisico per ridurre la spesa sanitaria

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Negli ultimi decenni, l’inattività fisica è diventata sempre più rilevante a causa dei suoi effetti negativi sulla salute. In campo medico, l’inattività fisica è stata identificata come il quarto principale fattore di rischio per la mortalità globale (6% di decessi a livello globale). Secondo il piano d’azione globale dell’OMS per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili, circa 3,2 milioni di persone muoiono ogni anno in tutto il mondo a causa della poca attività fisica. Abbiamo molte prove di un forte legame tra bassi livelli di attività fisica e sviluppo di malattie croniche, inclusi diversi tipi di cancro (colon, prostata e polmoni), diabete di tipo due, squilibri nel profilo lipidico, disordini metabolici, osteoporosi e obesità.

L’inattività fisica, comporta una spesa di circa 80,4 miliardi di euro all’anno in Europa. Pertanto, l’onere dei costi economici e sociali legati alla sedentarietà, ha sollevato la necessità di sviluppare piani di prevenzione primaria e secondaria. È stato ampiamente dimostrato che le modifiche dello stile di vita, anche grazie alla pratica di esercizio fisico quotidiano, possono migliorare la qualità della vita e ridurre diverse condizioni legate all’invecchiamento. Nel 2008, il Comitato consultivo per le linee guida sull’attività fisica degli Stati Uniti ha dichiarato che le prove scientifiche, supportano che l’attività fisica regolare, con un’intensità da moderata a vigorosa, è associata al miglioramento del benessere mentale e anche alla riduzione dei sintomi di diversi disturbi mentali. Negli ultimi decenni si è posto l’accento sul ruolo dell’attività fisica nella razionalizzazione della spesa sanitaria, attuando politiche pubbliche volte ad aumentare i livelli di esercizio fisico nella popolazione. Diversi studi si sono concentrati sull’efficacia, in termini di costi, di diversi interventi di esercizio fisico nel settore sanitario, evidenziando i benefici di uno stile di vita più attivo.

Kang e Xiang (2017) hanno stimato la relazione tra attività fisica e sette categorie di servizi sanitari, scoprendo che un utilizzo inferiore di servizi sanitari, tra gli adulti fisicamente attivi, si traduce in una quantità inferiore statisticamente significativa dei costi.

In uno studio di Sari (2009), si è visto che in media, le persone attive, usano significativamente meno assistenza sanitaria rispetto alle persone inattive, dimostrando che l’inattività fisica impone costi sostanziali al sistema sanitario.

Il lavoro in questione, ha analizzato l’effetto di un programma di esercizi moderati per soggetti affetti da diabete, ipertensione e dolore lombare, in termini di costi, utilizzo del servizio sanitario e qualità della vita. Lo studio è stato intrapreso nell’associazione Esercizio Vita, in Italia. I risultati mostrano che i costi medi mensili farmaceutici pro capite, vengono diminuiti nei soggetti sottoposti a programmi di esercizio fisico. Al contrario, i costi del gruppo di controllo sono aumentati dopo 9 mesi.

Nei soggetti ipertesi c’è una riduzione maggiore dei costi farmaceutici. Riguardo ai soggetti con diabete, si è visto che, il gruppo di controllo aveva maggiori probabilità di aumentare la spesa in farmaci, rispetto al gruppo che faceva esercizio fisico. Per i soggetti con dolore lombare, non si è potuto analizzare le informazioni sul costo dei farmaci, dal momento che i costi relativi a questo tipo di malattia non vengono rimborsati (anche se i risultati mostrano una riduzione maggiore del dolore lombare rispetto al gruppo di controllo). Quindi i costi medi mensili dei farmaci per il gruppo che svolgeva esercizio fisico, era significativamente inferiore rispetto al gruppo di controllo. Questo risultato può essere tradotto in benefici sia sanitari che economici, trovando consenso generale anche con studi precedenti. Inoltre, l’analisi ha registrato un miglioramento generale della percezione della qualità della vita.

Le scoperte in questione possono portare a importanti implicazioni politiche, in quanto i responsabili delle politiche nazionali e regionali, possono utilizzare questi risultati per promuovere in maniera efficace, uno stile di vita più attivo e salutare.

La spesa sanitaria italiana e con essa l’industria farmaceutica, hanno vissuto negli ultimi 50 anni, una grande crescita, quindi è importante ridurre la spesa corrente o almeno contenerla, per non pregiudicare la qualità e l’efficacia dei servizi sanitari.

I risultati hanno mostrato sia una riduzione dei costi nella terapia farmacologica, per i soggetti fisicamente attivi, sia una minore assistenza di un medico generico, in termini di numero di visite. Per questo motivo, l’implementazione di programmi di prevenzione come quella considerata nello studio, potrebbe portare a importanti riduzioni delle spese sanitarie.

BIBLIOGRAFIA

Vagnoni E., Biavati G., Felisatti M., Pomidori L. “Moderating healthcare costs through an assisted physical activity programme” Int J Health Plann Mgmt. 2018;113.

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Dott. Fabio Perna

Chinesiologo Clinico (Specialista in Esercizio Fisico Adattato). Aree di interesse: Osteoporosi - Cardiopatie - Recupero Motorio Post-riabilitativo - Rieducazione Posturale - Malattie Metaboliche (Diabete Mellito, Sindrome Metabolica, Obesità) Consulenza: dott.fabioperna@gmail.com

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