Osteoartrite: Patogenesi e Chinesiologia Conservativa

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L’Osteoartrite, è una delle cause più comuni di disabilità nel mondo. Il ruolo della biomeccanica nello sviluppo e nella progressione di questa condizione, è diventato importante nella comprensione di questa malattia. È considerata come una malattia articolare con un’eziologia multifattoriale: aumento dello stress meccanico, squilibri dei legamenti, degradazione della cartilagine, cambiamenti ossei e menomazioni muscolari. Diversi studi hanno sottolineato l’importanza dei fattori meccanici come fondamentali nella sua genesi. Questa condizione può evolvere in conseguenza a fratture intra-articolari, lesioni del legamento, malattie sistemiche come l’artrite reumatoide, emocromatosi, emofilia, artrite post infettiva, osteocondrosi dissecante, o come risultato di una anormalità anatomica congenita durante lo sviluppo. L’osteoartrite si verifica quando il rapporto tra forze agenti sul distretto e meccanismi di riparazione, si destabilizza, compromettendo l’omeostasi articolare. Questo squilibrio è il fattore principale, che porta dolore e disabilità. È più comune nelle articolazioni portanti come i fianchi, le ginocchia e la caviglia, ma può verificarsi in qualsiasi articolazione sinoviale del corpo.

Il contributo di legamenti, muscoli e nervi, è diventata un indagine fondamentale centrale. Nel’osteoartrite alla caviglia si osserva lassità cronica dei legamenti. L’instabilità dell’astragalo, quindi, fa si che aumentino le forze di taglio sulla superficie della cartilagine. Inoltre l’instabilità cronica dei legamenti, sul lato mediale o laterale della caviglia, esalta questo mal allineamento del retropiede, che peggiora la distribuzione dei carichi e accelera la progressione di questa condizione. Altri fattori che contribuiscono, sono la debolezza muscolare e deficit somato-sensoriale. La debolezza muscolare è uno dei primi sintomi nell’osteoartrite. Ad esempio, una perdita del legamento crociato anteriore, è associato ad atrofia muscolare, alterazioni degli schemi di attivazione, nella cinematica nell’andatura.

Anche l’infiammazione articolare è una caratteristica ben riconosciuta dell’osteoartrite, in particolare nella fase iniziale. L’infiammazione, può essere innescata da mal allineamento, uso eccessivo, trauma o formazione di cristalli. La sinovite porta alla secrezione di citochine proinfiammatorie come il fattore di necrosi tumorale fattore (TNF)-alfa, interleuchina (IL) -1 o 6. Questo equilibrio alterato delle citochine nel liquido sinoviale, porta all’induzione di proteinasi come metallo-proteinasi, con conseguente degradazione della cartilagine. Oltre alla sinovite anche il grasso intra-articolare secerne citochine profibrotiche come IL-6. È interessante notare che invece, il movimento di un’articolazione induce l’espressione di IL-10, che è un potente anti-infiammatorio. Questo indica che oltre all’infiammazione, anche la mancanza della sua risoluzione, potrebbe essere importante (per questo può essere utile l’esercizio fisico adattato).

RUOLO DELLA BIOMECCANICA E CINEMATICA

Allineamenti, momenti di adduzione e equilibrio muscolare, sono i fattori determinanti per una riduzione e distribuzione ottimale del carico. Un carico meccanico adeguato fornisce lo stimolo essenziale per mantenere l’omeostasi articolare fisiologica, mentre l’eccessivo stress meccanico è cruciale nell’insorgenza e la progressione della malattia. Negli ultimi due decenni è stato dimostrato che modificando la biomeccanica articolare del ginocchio, come dopo la perdita del legamento crociato anteriore, rimozione dei menischi, danno cartilagineo post-traumatico, cambiamenti negli allineamenti ossei, sovraccarico dovuto all’esercizio intenso estremo, può causare l’inizio della malattia, con progressiva degradazione della cartilagine. Il compartimento mediale del ginocchio sostiene circa il 60-70% del carico. Se c’è squilibrio, questo può essere un fattore predisponente per l’osteoartrite tibio-femorale. Un ginocchio valgo o varo, può influenzare la distribuzione del carico attraverso la superficie articolare articolare, riducendo l’area di distribuzione del carico. I movimenti, l’angolazione dell articolazioni e la normale andatura, producono carichi dinamici sulle articolazioni fino a 5 volte il peso corporeo nella caviglia, e fino a 3 volte sul ginocchio, rispetto ai piedi. Durante l’andatura, le forze di taglio sono maggiori. Se c’è disallineamento, questi carichi dinamici asimmetrici, possono portare a distruzione della cartilagine.

Yang et al. hanno mostrato che i valori massimi di stress e tensione sulla cartilagine articolare del ginocchio, coincide con il momento di adduzione durante la fase di andatura. Durante la fase centrale del cammino (es. 25-75% del ciclo dell’andatura), si verifica un momento in varo del ginocchio, con uno sforzo di compressione sul compartimento mediale del ginocchio. Varie analisi di andatura hanno rilevato che il quadricipite, muscoli posteriori della coscia e il muscolo gastrocnemio, sono in grado di produrre un valgismo interno e fornire la stabilizzazione contro l’adduzione esterna, infatti nei soggetti con osteoartrite, questi muscoli mostrano un livello di attività alterata.

TRATTAMENTO CONSERVATIVO CHINESIOLOGICO

Ad oggi una cura medica specifica non esiste, e il trattamento consiste principalmente nel limitare i sintomi, fornendo stabilità articolare. L’intervento chirurgico, viene fatto solo se le strategie conservative falliscono.

L’obiettivo è ripristinare il bilanciamento, riallineare gli assi meccanici e ristabilire la biomeccanica articolare fisiologica. Le strategie di trattamento conservativo includono interventi sulle calzature, rieducazione dell’andatura, rafforzamento muscolare e perdita di peso.

L’obesità aumenta di per sé non solo il carico delle articolazioni, ma ingrandisce anche gli effetti del disallineamento durante la deambulazione. Quindi la perdita di peso è un’importante misura terapeutica, perché comportano una riduzione diretta del carico, durante la locomozione.

Il rafforzamento dei quadricipiti e degli abduttori dell’anca, hanno mostrato una diminuzione significativa dell’adduzione del ginocchio, meno perdita di cartilagine dell’articolazione patello-femorale e una riduzione del dolore. Il lavoro neuro-muscolare è importante perché mira a migliorare il controllo senso-motorio e stabilità funzionale.

L’osteoartrite e biomeccanica sono inevitabilmente collegate tra loro. I percorsi di trattamento conservativo, vanno adattati, analizzando la personale postura e biomeccanica.

BIBLIOGRAFIA

Christian Egloff, Thomas Hügle, Victor Valderrabano “Biomechanics and pathomechanisms of osteoarthritis”, Review, Swiss Med Wkly. 2012;142:w13583.

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Dott. Fabio Perna

Chinesiologo Clinico (Specialista in Esercizio Fisico Adattato). Aree di interesse: Osteoporosi - Cardiopatie - Recupero Motorio Post-riabilitativo - Rieducazione Posturale - Malattie Metaboliche (Diabete Mellito, Sindrome Metabolica, Obesità) Consulenza: dott.fabioperna@gmail.com

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