L’Esercizio fisico in gravidanza migliora lo sviluppo neuromotorio del bambino

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L’obesità infantile continua ad aumentare, e la stessa, viene sempre più associata ad una scarsa attività fisica e poche attività motorie nell’infanzia, comportando così uno scarso sviluppo della capacità motorie di base del ragazzo. Il primo intervento per attenuare questa tendenza, deve già svolgersi nel periodo prenatale. L’esercizio aerobico, di tipo moderato/vigoroso, durante la gravidanza, contribuisce a migliorare la salute cardiaca del neonato, oltre a tanti altri benefici analizzati: nessun rischio di parto precoce, controllo del peso e riduzione del rischio di macrosomia infantile. È stato dimostrato che bambini dell’età di 5 anni, frutto di donne che avevano sempre svolto attività fisica, avevano leggermente migliorato le loro capacità neuro-comportamentali, rispetto a bambini della stessa età, di donne sedentarie. Ci sono numerose prove che esiste l’influenza positiva dell’esercizio, sulla salute futura del bambino, dati confermati anche dall’American College of Obstetrics and Gynecology. I bambini che sviluppano in maniera ottimale le abilità di movimento, possono essere più propensi a muoversi e rimanere fisicamente attivi durante tutta la loro crescita, riducendo così il rischio di diventare persone in sovrappeso o obese da adulti, ed evitando quindi tutta una serie di complicanze correlate all’eccesso di massa grassa (ad es. sindrome metabolica, diabete). Si è ipotizzato che, l’esercizio aerobico durante la gravidanza, sarebbe associato a punteggi neuro-motori più alti, nei neonati a 1 mese di età, in base alla valutazione pediatrica standard delle abilità neuro-motorie. I dati confermano che, i neonati, figli di donne che svolgevano attività fisica, durante la gravidanza, hanno ottenuto punteggi più alti su abilità stazionarie, di locomozione e sul quoziente complessivo delle capacità motorie, a 1 mese dalla nascita, rispetto ai figli di madri che non hanno svolto alcun tipo di attività, durante la gravidanza.

Clapp et al. hanno riportato dei punteggi più alti nelle capacità neuro-motorie, anche nei bambini di 5 anni, figli di madri che svolgevano esercizio aerobico (≥90 min di intensità moderata), per tutta la gravidanza, rispetto ai bambini di 5 anni, figli di donne sedentarie. Complessivamente, migliori capacità neuro-motorie nell’infanzia, possono essere correlate alla futura attività fisica del ragazzo e alla familiarità con il movimento, durante la crescita. Sanchez et al. hanno segnalato che, i ritardi nello sviluppo motorio, erano correlati alla riduzione del tempo dedicato all’attività fisica, con un aumento della sedentarietà del ragazzo. Ridgway et al. hanno ha riferito che il raggiungimento delle capacità motorie del ragazzo, era correlato ad un aumento della partecipazione a future attività sportive, maggiore forza muscolare, resistenza muscolare e fitness aerobica, fino a 31 anni di età. Bambini con maggiori competenze motorie, probabilmente godranno di una propensione al movimento maggiore, e quindi, parteciperanno maggiormente ad attività motorie. Questo aumento del tempo dedicato all’attività fisica, contribuirà a ridurre il rischio di obesità e malattie cardiovascolari, in età adulta. I risultati attuali supportano l’influenza dell’esercizio fisico in gravidanza, sullo sviluppo neuro-motorio fetale, suggerendo che, l’esercizio fisico, svolto durante questa fase, è un potenziale modificatore del rischio di obesità infantile e nell’età adulta.

Una possibile spiegazione per questi miglioramenti neuro-motori nei bambini figli di madri più attive, potrebbe essere dovute anche dal rilascio maggiore di ormone della crescita e fattore di crescita intrauterino (IGF-1), associato all’esercizio. Sebbene l’ormone della crescita e l’IGF-1, non possono attraversare la placenta, possono però agire indirettamente per migliorare la crescita e lo sviluppo del feto, migliorando la fornitura di nutrienti.

Inoltre, allenarsi durante la gravidanza, può influire direttamente sullo sviluppo cerebrale e del sistema nervoso, migliorando il flusso sanguigno complessivo al feto e l’ossigenazione dei tessuti, diminuendo i fattori infiammatori e stress ossidativo, con relativo aumento dei livelli sierici dei fattori di crescita (cioè, fattore neurotrofico derivato dal cervello BDNF e il fattore IGF-1). È stato visto che, i figli di madri, precedentemente allenate, avevano maggiore maturazione cerebrale, rispetto ai bambini, figli di donne inattive. La maturazione cerebrale è associata alla migliore mielinizzazione neuronale e migliori capacità motorie. Al contrario, figli di madri obese, riportano ritardi nelle tappe di sviluppo motorio infantile, il tutto associato a conseguenze negative nel mantenimento della funzione cognitiva a lungo termine. Un altro fattore rilevante, è stato, come il dimorfismo sessuale, condiziona gli effetti dell’esercizio in gravidanza, sulle capacità neuromotorie. Il dimorfismo sessuale è comune, date le differenze nei tassi di crescita, concentrazioni di ormoni sessuali secreti (ad es. testosterone) e accrescimento di tessuti (ad es. percentuale di massa magra) tra maschi e femmine. Si è scoperto che i bambini maschi, di base, hanno uno sviluppo neuro-motorio più alto, rispetto alle loro controparti femminili.

Alla nascita, il volume del cervello maschile, specialmente nella regione della corteccia motoria, è più grande rispetto a quello femminile. Questa crescita accelerata, sembra essere conseguente alla “mascolinizzazione” del cervello tramite l’intensificata secrezione di testosterone. Però è stato visto che, quando si confrontano neonati maschi e femmine, con una stessa preparazione al lavoro aerobico delle madri, le differenze di sesso nelle abilità neuro-motorie, scompaiono (questo apparente sviluppo maggiore del cervello maschile, non giustifica una potenza ulteriore dello sviluppo del cervello). L’esercizio fisico in gravidanza, ha molti effetti positivi sulla prole, come in punteggi più alti sulla capacità stazionaria e locomotoria, i quali suggeriscono miglioramenti nelle capacità dei bambini nell’integrare gli input sensoriali, miglioramenti della motivazione cognitiva, forza e coordinazione muscolare.

Le attuali scoperte di un maggiore sviluppo neuro-motorio in bambini di 1 mese, nati da donne allenate, si aggiungono al numeroso corpo di prove, il quale suggerisce ancora una volta che, l’esercizio durante la gravidanza, influenza sicuramente in maniera positiva i sistemi corporei del bambino, anche quello cognitivo e cerebrale. Questo miglioramento del sistema cognitivo, nei figli di donne allenate, è un importante risultato, anche clinicamente rilevante, in quanto un bambino più attivo durante la crescita, potrà potenzialmente prevenire l’obesità infantile, l’osteoporosi e malattie croniche non trasmissibili (ad es. diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari). Quindi, allenarsi durante la gravidanza, è il primo intervento fondamentale, per aiutare a ridurre la prevalenza di malattie future, sia nei bambini che negli adolescenti, migliorando così la qualità della vita, presente e futura.

BIBLIOGRAFIA

McMillan A. G., L. E. May, G. G. Gaines, C. Isler, and D. Kuehn “Effects of Aerobic Exercise during Pregnancy on 1-Month Infant Neuromotor Skills” Med. Sci. Sports Exerc., Vol. 51, No. 8, pp. 1671–1676, 2019.

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Dott. Fabio Perna

Chinesiologo Clinico (Specialista in Esercizio Fisico Adattato). Aree di interesse: Osteoporosi - Cardiopatie - Recupero Motorio Post-riabilitativo - Rieducazione Posturale - Malattie Metaboliche (Diabete Mellito, Sindrome Metabolica, Obesità) Consulenza: dott.fabioperna@gmail.com

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