Ipotensione post-esercizio: Meccanismi e possibili Benefici

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Un numero crescente di recensioni, evidenzia che l’ipotensione post-esercizio e la riduzione nella pressione sanguigna è solo una delle variazioni riscontrate. Durante il periodo di recupero dall’esercizio, la diminuzione di attivazione centrale del nervo simpatico, è accompagnata anche da meccanismi locali, che contribuiscono alla caduta della pressione arteriosa osservata dopo l’esercizio. Negli ultimi dieci anni si è visto che specifiche regioni del cervello (percorsi, neurotrasmettitori e recettori) sono coinvolte nell’ipotensione post-esercizio, volte al ripristino baroriflesso. Fibre afferenti dal muscolo in attività, al nucleo del tratto solitario, sono modulatori chiave. Durante l’esercizio, le fibre afferenti dai muscolari (sia mielinizzate che non mielinizzate, gruppo III e IV) sono attivate, in risposta alla contrazione o allungamento muscolare. L’input da queste fibre afferenti, rilascia il neurotrasmettitore P a specifici recettori sugli interneuroni GABAergici nella parte caudale del nucleo del tratto solitario. Questi interneuroni GABAergici, rilasciano GABA su neuroni barosensibili di secondo ordine all’interno del nucleo del tratto solitario. Questi neuroni barosensibili del secondo ordine, trasmettono informazioni al midollo ventrolaterale caudale. Il GABA riduce la loro eccitabilità, provocando il ripristino del baroriflesso e aumentando la sua attivazione a pressioni più elevate di esercizio fisico.

Durante l’esercizio, vi è un’interiorizzazione dei recettori sull’interneurone GABA, in maniera che dopo l’esercizio, questi recettori sono meno disponibili per il legame. Di conseguenza, gli interneuroni GABAergici sono diminuiti nella loro attivazione ed esercitano meno inibizioni e influenza sui neuroni barosensibili del secondo ordine. Questo si traduce in una diminuzione generale del deflusso simpatico, dopo l’esercizio. Quando i recettori della neurochinina-1 (degli interneuroni GABA), sono bloccati prima dell’esercizio, l’ipotensione post-esercizio è attenuata del 37%, impedendo un eccessiva ipotensione post-esercizio. Oltre a ciò, l’ipotensione post-esercizio è associata a una ridotta resistenza vascolare dopo l’esercizio nel muscolo.

Ci sono due fenomeni vasodilatatori riconosciuti durante il recupero dall’esercizio: L’iperemia immediata nel post-esercizio, e vasodilatazione post-esercizio prolungata.

Anche l’istamina è ben riconosciuta per i suoi effetti vasodilatatori. Diversi meccanismi possono aumentare l’istamina intramuscolare durante il recupero dall’esercizio. Mastociti circolanti situati all’interno dello strato di tessuto connettivo e anche quelli in vicinanza ai vasi sanguigni, possono rilasciare istamina. Stress ossidativo, hypoxia inducible factors (HIF) e stress da taglio, possono promuove la formazione di istamina nei vasi. Di questi fattori, istaminergici, la vasodilatazione potrebbe essere il contributo più importante al calo della pressione. La maggior parte degli studi riporta un elevata gittata cardiaca concomitante all’ipotensione post-esercizio. La frequenza cardiaca è costantemente elevata dopo l’esercizio, e questo è probabilmente dovuto alla temperatura elevata.

I primi lavori che hanno esaminato l’immediata iperemia post-esercizio durante il recupero tra 3 e 30 minuti, l’hanno associata con elevazioni del contenuto di ossigeno venoso femorale. Questo indica che il flusso di sangue durante il recupero dall’esercizio è in eccesso rispetto alla domanda metabolica. Più recentemente, Emhoff et al. (2011) hanno mostrato che il consumo di ossigeno successivo all’esercizio, è ridotto dal blocco del recettore dell’istamina, ma questa diminuzione non porta cambiamenti nella differenza artero-venosa di ossigeno o nell’estrazione di ossigeno. La vasodilatazione post-esercizio non è necessaria o almeno non solo, utile per ricevere ossigeno.

Pellinger et al. (2010) hanno dimostrato che la disponibilità di glucosio al muscolo scheletrico è supportata da una prolungata vasodilatazione post-esercizio, perché le concentrazioni interstiziali di glucosio vengono ridotte durante l’attività. Così, il flusso sanguigno elevato, promuove l’elevata disponibilità di glucosio. Questi meccanismi che promuovono la vasodilatazione post-esercizio, possono svolgere ruoli importanti nel metabolismo muscolare e assorbimento del glucosio, e potrebbero essere vantaggiosi sia negli atleti o anche in soggetti con diabete e / o disturbi metabolici.

Alla base della prolungata vasodilatazione post-esercizio, viene correlata l’angiogenesi indotta dall’attività muscolare. L’esercizio induce crescita e rimodellamento della micro-vascolarizzazione, probabilmente dovuta sia a fattori meccanici, come lo stress da taglio, che fattori metabolici locali. Il fattore di crescita endoteliale vascolare è sovra-regolato durante il recupero da una singola sessione di esercizio aerobico e sembra giocare un ruolo critico nell’angiogenesi. Al di fuori del contesto di esercizio, esiste una relazione chiara tra l’attivazione del recettore dell’istamina e la sovra-regolazione del fattore di crescita endoteliale vascolare. Il rilascio di istamina contribuisce alla crescita e rimodellamento ad esempio nella guarigione di una ferita.

IPOTENSIONE POST-ESERCIZIO E POSSIBILI BENEFICI

Atleti

È possibile che negli atleti di resistenza, a causa dei più alti tassi di assorbimento di glucosio necessari per ricostituire il glicogeno dopo l’allenamento, la vasodilatazione post-esercizio può essere un mezzo importante per assicurare un adeguato apporto di glucosio, per la conservazione del glicogeno. L’attivazione dei recettori dell’istamina durante il recupero dall’esercizio, può essere un segnale importante per la produzione / mantenimento della maggiore densità capillare, vista negli atleti.

Ipertesi

È stato suggerito che l’ipotensione post-esercizio, può contribuire direttamente alle riduzioni croniche della pressione sanguigna in soggetti ipertesi, altamente correlata all’aesercizio aerobico.

Diabetici

La vasodilatazione post-esercizio, aumenta la disponibilità di glucosio, che può essere assunto rapidamente e indipendentemente dalle azioni dell’insulina. Questo potrebbe rivelarsi un grande beneficio nel diabetico, perché potrebbe migliorare la consegna e l’assorbimento di glucosio nel muscolo scheletrico.

BIBLIOGRAFIA

J. R. Halliwill and others “Postexercise hypotension and sustained postexercise vasodilatation: what happens after we exercise?” Review, Exp Physiol 98.1 (2013) pp 7–18.

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Dott. Fabio Perna

Chinesiologo Clinico (Specialista in Esercizio Fisico Adattato). Aree di interesse: Osteoporosi - Cardiopatie - Recupero Motorio Post-riabilitativo - Rieducazione Posturale - Malattie Metaboliche (Diabete Mellito, Sindrome Metabolica, Obesità) Consulenza: dott.fabioperna@gmail.com

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