Ipertensione Post-Menopausale: Fisiologia Clinica dell’Esercizio

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Nelle donne dopo la menopausa, i livelli di estrogeni diminuiscono. Questo stato può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari e disturbi metabolici (i rischi cardiovascolari sono spesso quelli maggiori). È noto che l’ipertensione è un potenziale fattore di rischio per l’insufficienza cardiaca e dati recenti mostrano un aumento quadruplo dell’incidenza dell’ipertensione in donne in post-menopausa, rispetto alle donne in pre-menopausa. Le donne ipertese nel periodo post-menopausale, mostrano un incremento dell’invecchiamento vascolare, comportando soprattutto disfunzione cardiaca. I potenziali rischi cardiovascolari elevati dopo la menopausa sono: possibile sviluppo di ipertrofia ventricolare sinistra, cardiomiopatia dilatativa, disfunzione sistolica, rimodellamento cardiovascolare e ciò può comportare un aumento del rischio di insufficienza cardiaca. L’ipertensione nelle donne in post-menopausa è spesso associata a obesità viscerale, dislipidemie, infiammazione cronica di basso grado, stress ossidativo, disfunzione endoteliale e rimodellamento cardiaco. Molte donne in post-menopausa, svolgono la terapia ormonale sostitutiva (TOS) per alleviare i sintomi della menopausa. Tuttavia, la TOS a lungo termine è associata ad un aumentato rischio di cancro al seno e gravi effetti collaterali in alcune donne. Lesercizio è un’alternativa efficace alla supplementazione di estrogeni. Inoltre, l’esercizio fisico di tipo aerobico, può modificare in modo significativo il metabolismo degli estrogeni, ovvero può aumentare il rapporto dei metaboliti di estradiolo 2-idrossiestrone e 16a -idrossiestrone (2-OHE1 / 16a -OHE1), riducendo così il rischio di cancro al seno. L’attività fisica regolare è altamente efficace nel migliorare la fitness aerobica, comportando una riduzione del 30-40% del rischio di malattie cardiache. Il regolare esercizio fisico ha dimostrato di essere un approccio terapeutico importante per gestire le malattie cardiovascolari perché fornisce i benefici più completi.

RELAZIONE TRA INDICE DI MASSA CORPOREA ED ESERCIZIO FISICO

L’aumento di peso delle donne dopo la menopausa è frequente, ed è accompagnato da una moltitudine di cambiamenti nella composizione corporea. Il grasso epicardico è positivamente associato all’obesità e all’indice di massa corporea (BMI). Steatosi miocardica e accumulo di grasso nel tessuto epicardico comporta insulino-resistenza, diabete mellito di tipo II, ipertensione e dislipidemia, con un maggior rischio cardiovascolare. L’esercizio fisico ha un importante effetto su BMI, massa grassa, massa magra, livello di adiponectina, lipidi sierici e stato metabolico. Uno studio ha mostrato che quando soggetti obesi, donne ipertese in postmenopausa, venivano sottoposti a 8 settimane di allenamento su tapis roulant elettrico (almeno 20 min / sessione, 3 volte a settimana, intensità moderata, con il 60-70% della frequenza cardiaca massima), si registrava una riduzione di circa il 6% del BMI. Un altro studio ha dimostrato che l’allenamento aerobico su tapis roulant di 24 sessioni, 3 volte / settimana e carico di lavoro al massimo consumo di lattato (MLSS) per 8 settimane, ha ridotto il BMI di circa l’1,5% nelle donne ipertese in post-menopausa. Mentre, 12 settimane di allenamento combinato, aerobico e di resistenza (60 min / sessione, 3 volte / settimana, con 40-70% della frequenza cardiaca) non ha modificato il BMI, ma il grasso corporeo è diminuito del 2,12% e la massa magra era aumentata dello 0,81% nelle donne in post-menopausa con ipertensione, indicando che l’aumento della forza muscolare è inversamente correlata al rischio di ipertensione e fragilità.

EFFETTI ANTI-IPERTENSIVI DELL’ESERCIZIO FISICO MEDIANTE REGOLAZIONE AUTONOMICA CARDIOVASCOLARE

L’attività fisica viene raccomandata come trattamento di prima linea o anche come terapia aggiuntiva. Diversi studi dimostrano che le donne ipertese in post-menopausa, che praticano esercizio fisico di intensità moderata, anche attraverso esercizi acquatici, sperimentano una riduzione della pressione sanguigna. 8 settimane di esercizio fisico aerobico riducono la pressione sistolica (-3,8%), diastolica (-5,9%) e frequenza cardiaca (-3,9%), nelle donne ipertese in post-menopausa. L’esercizio aerobico o di forza, riducono efficacemente la pressione sanguigna, comportando un miglioramento nell’efficienza cardiovascolare. Inoltre, l’aumento della sensibilità del baro-riflesso dopo l’esercizio aerobico o di forza, è coinvolto nella riduzione della pressione arteriosa. Si è visto che chi fa esercizio aerobico, ha una maggiore bradicardia a riposo rispetto a chi si allena con un lavoro di forza e ciò è dovuto ad un aumento dell’attività del sistema parasimpatico. Livelli di fitness più elevati, potrebbero ritardare o prevenire lo sviluppo di ipertensione arteriosa o le sue complicanze. Diversi studi suggeriscono che questi benefici, sono associati al miglioramento dei profili lipidici, del profilo antiossidante, della biodisponibilità dell’ossido nitrico e rimodellamento cardiaco.

EFFETTI DELL’ESERCIZIO FISICO SUL PROFILO LIPIDICO

Cambiamenti che si verificano nei profili lipidici durante la menopausa, sono associati ad aumento dei rischi metabolici e cardiovascolari. I profili lipidici sotto lo stato ipertensivo in post-menopausa sarebbero:

  • Colesterolo totale 214,15 mg / dl (194-261,87 mg / dl)

  • Lipoproteine ad alta densità (HDL) 46,66 mg / dl (42,36-50 mg / dl)

  • Lipoproteine a bassa densità (LDL) 132,49 mg / dl (124,7-152,36 mg / dl)

  • Trigliceridi (TG) 151,12 mg / dl (113,8-246,23 mg / dl)

È stato dimostrato che l’esercizio fisico aerobico, può migliorare le alterazioni lipidiche e la funzione endoteliale. Uno studio di un gruppo di quindici donne, due anni dopo la menopausa, con un range di pressione sanguigna di 140 / 90 -160 / 100 mmHg e BMI di 25-31 Kg / m2, che hanno svolto 3 mesi di esercizio aerobico su un tapis roulant, con un programma di 30 min / sessione, 3 volte / settimana, intensità moderata, con il 60-75% della frequenza cardiaca massima, hanno mostrato un aumento significativo delle HDL di circa il 29,96%, una riduzione delle LDL di circa il 27,01% e riduzione dei trigliceridi di circa il 17,70%.

Un altro studio ha mostrato che 11 donne ipertese in postmenopausa, sottoposte a un cicloergometro di 6 mesi a intensità moderata, con un programma di 60 min / sessione, 3 volte / settimana, intensità moderata, con il 50% della riserva della frequenza cardiaca), hanno ridotto i loro livelli di colesterolo di circa il 20%.

EFFETTI ANTI-OSSIDANTI / ANTI-INFIAMMATORI DELL’ESERCIZIO FISICO

L’aumento dello stress ossidativo è una caratteristica comune nella patogenesi dell’ipertensione arteriosa in post-menopausa. Specie reattive all’ossigeno, sono implicate nella patogenesi delle malattie cardiovascolari come l’ipertensione, aterosclerosi, infarto miocardico e insufficienza cardiaca. Questi ROS possono danneggiare direttamente i lipidi delle membrane cellulari, proteine e DNA sia nucleare che mitocondriale, comportando un danno cellulare mortale. Alcuni studi hanno dimostrato che la vasodilatazione potrebbe essere potenziata indirettamente dopo l’esercizio, grazie all’aumento dei biomarcatori antiossidanti, come l’attività della superossido dismutasi (SOD) e catalasi. Negli studi sull’uomo, 8 settimane di esercizio aerobico su tapis roulant, ha promosso un aumento profondo dell’attività SOD in circa l’86,6% delle donne ipertese in postmenopausa. Lo stesso intervento di Novais et al., con 8 settimane di esercizio fisico, ha promosso un aumento dei biomarcatori antiossidanti come la SOD (97%) e catalasi (37%), che svolgono un ruolo cruciale nella modulazione dello stress ossidativo.

EFFETTI ANTI-IPERTENSIVI DELL’ESERCIZIO FISICO MEDIANTE LA BIODISPONIBILITÀ DI OSSIDO NITRICO E VASODILATAZIONE

Molte prove indicano che la disfunzione endoteliale svolge un ruolo fondamentale nell’iniziazione, sviluppo e progressione di diverse malattie cardiovascolari. L’alterazione della biodisponibilità di ossido nitrico, è attribuita all’elevato stress ossidativo nell’endotelio vascolare, che comporta una riduzione dell’elasticità dei vasi e un aumento della pressione sanguigna. Studi riportano che 8 settimane di allenamento aerobico su tapis roulant al massimo consumo di lattato, ha aumentato significativamente i livelli plasmatici di ossido di azoto (NOx), che riflettono la produzione dell’ossido nitrico, così come la concentrazione di guanosina monofosfato ciclico (cGMP), di circa il 37,7% e il 30,8%, rispettivamente, nelle donne ipertese, in post-menopausa.

Un altro studio ha mostrato coerentemente che un programma di 8 settimane di esercizio aerobico di intensità moderata (al 60-70% della frequenza cardiaca massima), ha aumentato significativamente le concentrazioni plasmatiche di nitrato / nitrito (NOx) di circa il 30,4% e abbassando la pressione sanguigna sistolica (SBP) di circa il 16.2%.

Allo stesso modo, 6 mesi di bici, sempre con un lavoro aerobico, hanno aumentato significativamente le concentrazioni plasmatiche dei livelli di nitrito / nitrato di circa il 60% e migliorato la pressione sanguigna sistolica di circa il 12,7% nelle donne in post-menopausa con ipertensione.

Ancora, in un altro studio della Review, 12 settimane di allenamento combinato di esercizi aerobici e di forza, possono aumentare il nitrato / nitrito nel sangue (NOx) di circa il 28% e migliorare la pressione sanguigna sistolica di circa l’8% nelle donne in post-menopausa con ipertensione.

L’esercizio fisico aerobico sembra avere un maggiore effetto, rispetto alla combinazione con il lavoro di forza, facendo intuire che la produzione di ossido nitrico, è correlata positivamente con la durata dell’esercizio. Questi aumentati livelli di ossido nitrico, dopo l’allenamento, possono migliorare la dilatazione endoteliale-dipendente, migliorare la rigidità arteriosa, ridurre la resistenza vascolare e diminuire il tono vascolare periferico delle arterie e di conseguenza, possono contribuire alla riduzione della pressione arteriosa. Fisiologicamente, durante l’esercizio, la gittata cardiaca aumenta e aumenta anche lo stress da taglio nei vasi in cui viene aumentato il flusso sanguigno. L’aumento indotto dall’esercizio dello stress da taglio, è significativo per la produzione di ossido nitrico ed è altamente efficace per contrastare la contrazione vascolare miogenica e neurogena durante l’esercizio.

EFFETTI DELL’ESERCIZIO FISICO: RIMODELLAMENTO CARDIACO, ANTI-FIBROSI / ANTI-APOPTOTICO

Il rimodellamento negativo del miocardio attraverso lo stress ossidativo e l’accumulo di tessuto fibroso, contribuisce allo sviluppo dell’insufficienza cardiaca. La deposizione di collagene contribuisce allo sviluppo della fibrosi cardiaca. La crescita patologica dello spessore e del volume della parete cardiaca, è associata alla morte cellulare (apoptosi o necrosi) e spesso progredisce fino a un severo rimodellamento cardiaco non funzionale o negativo, insieme ad insufficienza cardiaca, portando così a scompenso funzionale. Un rapporto recente, suggerisce che l’esercizio fisico esercita effetti che vanno a regolare il rimodellamento della parete cardiaca, riducendo la fibrosi del miocardio, migliorando la vascolarizzazione del miocardio e sostenendo il numero di cardiomiociti. Apoptosi dei cardiomiociti e accumulo di collagene, possono contribuire anche allo sviluppo della fibrosi cardiaca e dell’insufficienza cardiaca.

ALLENAMENTO AEROBICO VS ALLENAMENTO DI FORZA NELL’IPERTENSIONE POST-MENOPAUSALE

L’esercizio aerobico moderato può essere superiore per ottenere benefici cardiovascolari in donne ipertese in post-menopausa, in quanto apporta miglioramenti della pressione sanguigna, regolazione del tono autonomo, sensibilità del baroriflesso, diminuzione dello stress ossidativo, aumento di biodisponibilità di ossido nitrico, regolazione di anomalie lipidiche, miglioramento della funzionalità cardiovascolare e idoneità cardiorespiratoria. Inoltre, l’esercizio aerobico moderato ha un effetto maggiore sull’aumento della modulazione parasimpatica, sensibilità al baroriflesso, biodisponibilità dell’ossido nitrico, capacità antiossidante e miglioramento della dislipidemia, rispetto all’esercizio di forza. L’esercizio di forza però può offrire benefici come un aumento della massa magra e aumento della forza muscolare. L’aumento della forza muscolare è inversamente correlato al rischio di ipertensione e fragilità nelle donne anziane. Un aspetto benefico dell’esercizio combinato con componente aerobica e di forza, può essere la riduzione della rigidità arteriosa e pressione sanguigna, dimostrandosi quindi efficace nel ridurre il rischio di fragilità e mortalità in donne ipertese in post-menopausa.

Le nuove informazioni dall’American College of Cardiology / American Heart Association, spiegano che i criteri nella classificazione della pressione arteriosa, rimangono gli stessi:

  • Normale”: Pressione arteriosa sistolica <120 mmHg e pressione arteriosa diastolica <80 mmHg

  • Pre-ipertensione”: Pressione arteriosa sistolica tra 120-129 mmHg e diastolica <80 mmHg

  • “Ipertensione di 1 grado “: Pressione arteriosa sistolica tra 130-139 mmHg e diastolica tra 80-89 mmHg

  • “Ipertensione di 2 grado”: Pressione arteriosa sistolica oltre i 140mmHg o diastolica oltre i 90 mmHg

BIBLIOGRAFIA

Yi-Yuan Lin and Shin-Da Lee “Cardiovascular Benefits of Exercise Training in Postmenopausal Hypertension” Review, Int. J. Mol. Sci. 2018, 19, 2523.

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Dott. Fabio Perna

Chinesiologo Clinico (Specialista in Esercizio Fisico Adattato). Aree di interesse: Osteoporosi - Cardiopatie - Recupero Motorio Post-riabilitativo - Rieducazione Posturale - Malattie Metaboliche (Diabete Mellito, Sindrome Metabolica, Obesità) Consulenza: dott.fabioperna@gmail.com

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