Impingement Femoro-Acetabolare: Programmazione dell’Esercizio Fisico Adattato

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Il conflitto femoro-acetabolare (FAI) è caratterizzato da un contatto articolare patologico durante il movimento dell’anca. L’idea del conflitto dell’anca, notato negli anni ’30, sta diventando una preoccupazione sempre più diffusa, sia negli atleti, che nella popolazione generale.

L’articolazione dell’anca è un’articolazione sinoviale che collega lo scheletro assiale con l’estremità inferiore. La testa del femore riposa all’interno della presa acetabolare della cintura pelvica. Ciò consente all’anca di agire in modalità multiplanare, per facilitare schemi di movimento funzionali all’uomo, come affondi e squat. L’articolazione femoro-acetabolare, nella sua gamma di movimento, effettua tra 30 gradi di flessione e i 15 gradi di estensione. Al di fuori di tale intervallo, si registra una traslazione della testa femorale. Negli atleti o clienti con una diagnosi di FAI, il movimento, congiunto a deformità scheletriche della testa femorale e del bordo acetabolare, provoca un conflitto che porta ad un cambiamento nella superficie dell’articolazione dell’anca, la quale viene danneggiata, con conseguente rigidità e dolore. Le due principali classificazioni del Conflitto Femoro-Acetabolare sono impingement CAM e impingement a TENAGLIA.

L’impingement CAM riguarda un’anomala morfologia della testa del femore. Il dolore si verifica quando la testa del femore ruota all’interno dell’acetabolo in flessione, adduzione e rotazione interna (FADIR). Tale rotazione del femore all’interno della capsula articolare, può essere incredibilmente dolorosa e può ridurre la capacità di carico e degli schemi di movimento. Questo conflitto è più comune nei maschi rispetto alle femmine. Le deformità CAM hanno un’incidenza del 14%-24% nella popolazione generale, ma sono più comuni negli atleti. Le deformità della camma vengono spesso misurate con angoli alfa e offset della testa del collo del femore tramite imaging radiografico. Ampiezza maggiore di questi angoli, a livello del collo femorale, sono associati con deformità della camma. Gli atleti hanno circa 4-7 gradi in più di ampiezza nell’angolo alfa, rispetto ai non atleti. L’aumento più rapido degli angoli alfa può verificarsi tra i 12 e 14 anni. Se l’ipertrofia dei tessuti molli nella giunzione tra testa-collo femorale, precede l’estensione dell’epifisi ossificata, questo può suggerire una perdita della rotazione interna prima dell’evidenza radiografica della deformità.

Nel conflitto a TENAGLIA, c’è un eccesso di prominenza del bordo antero-laterale e crescita ossea anormale del bordo esterno dell’acetabolo. Il movimento primario che suscita dolore è la flessione. Ciò può portare a microtraumi ripetuti che comprimono le strutture articolari. Il conflitto a tenaglia è comune nelle donne attive di mezza età. Le cause del conflitto non sono ancora ben comprese. Meccanica difettosa durante le attività della vita quotidiana o durante l’esercizio fisico possono essere fattori che contribuiscono alle forze di compressione tra il femore e acetabolo.

Impegnarsi in attività sportive molto stressanti e intense è associato ad una deformazione della camma. Intensità ripetitiva durante lo sport che mette sotto sforzo ripetuto l’anca, può essere il fattore più rilevante per sviluppo di camme, causando ipertrofia epifisaria con estensione lungo il collo del femore antero-superiore. Questo potrebbe essere dovuto a un trauma o uno stress da taglio, che porta a rimodellare la fisioloia articolare. Il potenziale degenerativo influisce sull’integrità del labbro e la fibrocartilagine che circonda l’acetabolo. Un tale sconvolgimento al labrum può ridurre la capacità naturale del corpo di proteggere le superfici articolari dell’anca, infatti questa condizione può essere un fattore che contribuisce all’inizio dell’osteo-artrosi. Atleti adolescenti con deformità della camma e un limitato range di movimento sono a maggior rischio di artrite degenerativa precoce.

SEGNI E SINTOMI

Griffin et al. descrivono questo conflitto come un disturbo correlato al movimento dell’anca, indicando un contatto prematuro tra il femore e l’acetabolo. I sintomi sono dolore che si presenta all’anca, all’inguine, schiena e glutei in attivazione. Altri sintomi comuni sono:

Un dolore profondo

Difficoltà a sedersi

Dolore acuto quando si alza da uno squat

Dolore con movimenti come il taglio, il salto, la rotazione o movimenti laterali

Scarsa flessibilità dell’anca

Il sollievo dal dolore può essere raggiunto con la strategia di palpazione “C”. Per eseguire questa palpazione, il soggetto mette la mano a coppa sopra il grande trocantere, a contatto con il pollice, poi posiziona le dita anteriormente nell’inguine e mantiene la posizione. Questa pressione può spesso attenuare temporaneamente i sintomi.

DIAGNOSI, CHIRURGIA E RISULTATI

La diagnosi di solito si verifica con la valutazione dei sintomi riferiti dalla persona, un esame fisico e diagnostica per immagini. Un esame fisico, ovvero il Log roll test, riguarda un leggero rotolamento della coscia internamente ed esternamente con il soggetto supino. Spesso la risonanza magnetica è necessaria per ottenere un’immagine più chiara dell’impingement. La chirurgia per questo disturbo è in aumento a discapito del trattamento conservativo, ma una buona valutazione olistica, prima di un eventuale intervento, dovrebbe tenere conto se vi sono restrizioni nel range di movimento e se tutti gli approcci non chirurgici come farmaci anti-infiammatori non steroidei (NSAID), modifica dell’attività e terapia, sono falliti. Per quanto riguarda la Chirurgia, l’artroscopia può avere meno complicanze con risultati migliori.

PROGRAMMAZIONE DELL’ESERCIZIO FISICO ADATTATO

Gli individui, in questo tipo di condizione, possono sviluppare schemi compensatori che possono portare a sintomi secondari, riguardando anche dolore alla muscolatura glutea. I pattern compensativi possono avere implicazioni durante le attività della vita quotidiana. Analizando il movimento durante le attività di accovacciamento con analisi del tronco, del bacino e dell’anca, si è visto che la velocità di discesa è stata più lenta nei soggetti con il conflitto femoro-acetabolare. Durante lo squat forzato, gli individui con questo conflitto hanno dimostrato un maggiore reclutamento pelvico e adduzione dell’anca sul lato sintomatico. I ricercatori hanno spiegato che gli individui con sintomi da conflitto possono accovacciarsi a una profondità paragonabile ai controlli, ma con compensazioni problematiche. Di conseguenza, tali alterazioni mettono ulteriore stress sulle regioni adiacenti, compreso un aumento del carico sull’anca contro-laterale, che porta a meccaniche articolari anormali e interruzione dell’integrità strutturale dell’anca. Una revisione sistematica pubblicata sul British Journal of Sports Medicine indica proprio queste tendenze. Soggetti con conflitto hanno eseguito lo squat a un livello ridotto di profondità, con l’aggiunta di menomazioni biomeccaniche, riguardanti anche l’attività del cammino, di estensione e intra ed extra-rotazione dell’anca. La biomeccanica dell’anca alterata potrebbe essere una strategia di compenso, ma riduce la stabilità e l’integrità dell’anca col tempo. Attualmente non esiste una prevenzione degli esercizi in maniera standardizzata. Il trattamento conservativo si basa sull’identificazione e modifica delle variabili dello stile di vita che possono aumentare i sintomi. I professionisti dell’esercizio fisico dovrebbero ridurre attività di impatto come correre intensamente o saltare.

I 4 obiettivi chiave nell’intervento dell’esercizio fisico sono:

1. Migliore allineamento posturale

2. Aumento della forza e resistenza degli stabilizzatori del core

3. Aumento della forza e resistenza dei muscoli che agiscono sull’anca, come tutta la muscolatura glutea

4. Aumento della flessibilità dei muscoli della parte inferiore del corpo che hanno anca e pelvi allegati.

Nel collegare la postura all’anca, il lavoro sulla capacità di stabilizzazione del core, ridurrà al minimo lo stress sui tendini dei flessori dell’anca. Inoltre, anche il lavoro sulla postura, può ridurre i modelli di compensazione quando il cliente è in caricamento asimmetrico all’anca. Questi soggetti infatti, possono presentare una postura con inclinazione pelvica anteriore. Gli esercizi dovrebbero includere il reclutamento di: diaframma, pavimento pelvico, trasverso dell’addome e multifido. Il rafforzamento del pavimento pelvico è utilizzato in una varietà di patologie e dovrebbe anche essere un punto fermo nella programmazione degli esercizi per i soggetti con questo conflitto. La muscolatura del gluteo ha la responsabilità chiave nell’abduzione dell’anca e rotazione esterna, la quale può essere più debole negli individui con questo confitto. Esercizi a catena cinetica aperta per rafforzare la muscolatura del gluteo possono essere ampliati con lavori a catena cinetica chiusa e attività funzionali. Anche il lavoro di flessibilità sull’anca, senza posizioni aggravate, è consigliato, ricordando però che nessun esercizio deve causare dolore. Nel tempo, l’individuo potrebbe perseguire il ritorno a compiti specifici dello sport come il jogging prolungato, corsa, esercizi con stress di taglio e rotazione per almeno 30 minuti, sempre però senza livelli di dolore auto-riportati.

Il conflitto Femoro-acetabolare può avere un impatto rilevante sulla qualità della vita, ridurre le attività fisiche e ricreative. L’Esercizio Fisico Adattato dovrebbe mirare al miglioramento della stabilità posturale, stabilizzazione del core, rafforzamento dell’anca e mobilità articolare, con un obiettivo finale di perseguire senza dolore le attività quotidiane o sportive. Il professionista di riferimento può aiutare in maniera sostanziale queste persone, ottimizzando i modelli di movimento, risucendo a ridurre così le tendenze compensative e potenzialmente ritardare o deviare l’intervento chirurgico.

Esempi di esercizi utili nel Conflitto Femoro-Acetabolare

Allineamento posturale: inclinazione della cintura pelvica in piedi

Protocollo

Stare in una posizione neutra con i piedi divaricati e le mani ai fianchi

Iniziare un’inclinazione della cintura pelvica anteriore: tenere per 1 secondo

Spostarsi su un’inclinazione posteriore: tenere per 1 secondo

Passare a una pelvi neutra: tenere per 3 secondi

Svolgere 5-10 ripetizioni per rinforzare il raggiungimento della posizione pelvica neutrale, con maggiore consapevolezza posturale

 

Stabilizzazione del core: soppressione dell’addome supino

Protocollo

Posizione supina con le ginocchia piegate

Inspirare con il diaframma e schiacciare la schiena contro il pavimento

Tenere premuto per 2-3 secondi

Svolgere almeno 10 ripetizioni

 

Stabilizzazione del core

Protocollo

Posa supina con braccia e ginocchia sollevate

Inspirare in maniera diaframmatica e schiacciare la schiena contro il pavimento

Estendere la gamba destra e il braccio sinistro

Tenere per 2-3 secondi

svolgere anche dalla parte opposta

Svolgere almeno 10 ripetizioni con ciascuna combinazione

 

Stabilizzazione del core

Protocollo

Posizionare le mani direttamente sotto le spalle e le ginocchia alla larghezza dell’anca per creare 4 punti di contatto con il pavimento

Espirare mentre si solleva il braccio destro verso la gamba sinistra posteriormente

Tenere per 2-3 secondi

Lavorare anche dall’altro lato

Svolgere almeno 10 ripetizioni con ciascuna combinazione

 

Stabilizzazione del core: Planche

Protocollo

Posizionare i gomiti direttamente sotto le spalle

Espirare sollevando il corpo dal terra in una posizione di schiena piatta

Estendere l’anca destra e flettere il ginocchio destro

Tenere per 10-30 secondi.

Cambiare lato

Svolgere almeno 5 ripetizioni con ciascun lato

 

PROGRESSIONE DELL’ESERCIZIO

Rafforzamento della muscolatura dell’anca: Clam Shell

Protocollo

Poggiarsi su entrambi i lati con le ginocchia piegate

Svolgere un’extra-rotazione dell’anca

Mantenere questa posizione per 2-3 secondi

Svolgere almeno 10 ripetizioni

Passare al lato opposto

 

Rafforzamento della muscolatura dell’anca

Protocollo

Poggiarsi su entrambi i lati con le gambe diritte

Sollevare solo la gamba dal lato superiore

Mantenere questa posizione per 2-3 secondi

Svolgere almeno 10 ripetizioni

Passare al lato opposto

 

Rafforzamento della muscolatura dell’anca: Ponte

Protocollo

Iper-estendere la schiena con le ginocchia piegate

Sollevare i glutei da terra e contrarre tutta la regione addominale e glutea

Tenere per 2-3 secondi

Abbassare lentamente fino alla posizione iniziale

Svolgere almeno 10 ripetizioni

 

Rafforzamento della muscolatura dell’anca: Passaggio laterale

Protocollo

Posizionare la fascia sopra le ginocchia e abbassa il centro di massa di piegando leggermente anche e le ginocchia mantenendo la posizione

Passo lateralmente: avvicinare l’altra gamba senza toccare

Svolgere almeno 10 ripetizioni

Tornare all’inizio con la gamba opposta

Completare con 2-3 serie

 

2° PROGRESSIONE DELL’ESERCIZIO

Flessibilità e mobilità

Protocollo

Posizionarsi lungo in avanti con la gamba destra

posizionarsi con braccia verso l’alto e tenere per 5 secondi

Completare con 5 ripetizioni con la gamba destra in avanti e 5 ripetizioni con la gamba sinistra

 

Flessibilità e mobilità

Protocollo

Piegati in avanti e allontanare le mani dai piedi, mantenendo i talloni a contatto con il suolo

Svolgere almeno 5 ripetizioni

Se si raggiunge una resistenza adeguata, portare a termine la posizione con un planche

BIBLIOGRAFIA

Sara Lynn Terrell And James Lynch “Exploring Non Operative Exercise Interventions For Individuals With Femoroacetabular Impingement” Acsm’s Health & Fitness Journal, Volume 23, Number 1, 2019.

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Dott. Fabio Perna

Chinesiologo Clinico (Specialista in Esercizio Fisico Adattato). Aree di interesse: Osteoporosi - Cardiopatie - Recupero Motorio Post-riabilitativo - Rieducazione Posturale - Malattie Metaboliche (Diabete Mellito, Sindrome Metabolica, Obesità) Consulenza: dott.fabioperna@gmail.com

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