Diabete Mellito Gestazionale: perché è importante prescrivere Esercizio Fisico?

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Il diabete mellito gestazionale (GDM) è la complicanza medica più comune nella gravidanza e comprende situazioni come intolleranza al glucosio o iperglicemia, con esordio durante la gestazione. La prevalenza del GDM varia dall’1 al 20% e sta aumentando in tutto il mondo, in linea con le crescenti tendenze all’obesità materna e del diabete di tipo 2. L’incidenza di questa condizione aumenta in modo sproporzionato con l’aumento dell’obesità. Una recente meta-analisi di 20 studi ha stimato che il rischio è di 2,14 volte superiore per le donne in sovrappeso (BMI: 25.0-29.9), 3.56 volte superiore per donne obese (BMI: ≥30,0) e 8,56 volte più alto per donne gravemente obese (BMI: ≥40,0), rispetto a donne con peso normale (BMI: <25,0). Obesità e diabete mellito gestazionale sono stati riconosciuti come fattori di rischio per possibili eventi avversi materni e fetali, tra cui diabete, ipertensione, macrosomia e complicanze neonatali. Più recentemente, si è visto che l’obesità materna e il GDM, possono compromettere tutta la “vita metabolica” futura del nascituro.

FISIOPATOLOGIA DEL GDM

Durante la gravidanza normale, cambiamenti metabolici volti a promuovere un’adeguata disponibilità nutrizionale per sostenere le esigenze della crescita fetale, porta ad un possibile sviluppo di insulino-resistenza nel muscolo scheletrico materno verso metà gravidanza e questo stato simula l’insulino-resistenza vista nel diabete di tipo 2. Si verifica lo sviluppo di GDM, quando una madre non secerne abbastanza insulina per risolvere lo stress metabolico dell’insulino-resistenza periferica. Le donne con GDM, secernono il 40-70% in meno di insulina per qualsiasi grado di resistenza all’insulina. Pertanto, l’insulino-resistenza indotta dalla gravidanza, può smascherare la disfunzione delle cellule Beta nel GDM. Studi sul tessuto adiposo e scheletrico di donne con GDM, hanno rivelato anomalie nella via di segnalazione dell’insulina, anormale localizzazione sotto-cellulare di trasportatori GLUT-4 e diminuita espressione del perossisoma recettore-g attivo, così tutto ciò potrebbe contribuire nel ridurre la mediazione dell’insulina nel trasporto glucidico.

FISIOLOGIA CLINICA DELL’ESERCIZIO FISICO NEL GDM

Studi osservazionali hanno dimostrato che le donne con livelli più alti di attività fisica regolare, sia prima che durante la gravidanza, hanno un rischio più basso di sviluppare GDM. Una recente meta-analysis ha segnalato una riduzione del 55% del rischio di GDM per le donne con più alti livelli di attività fisica.  Con un allenamento regolare e persistente, queste risposte acute possono aiutare a regolare adeguato controllo glicemico nelle fasi avanzate della gravidanza, quindi prevenire lo sviluppo di GDM. Un certo numero di società professionali approvano il uso dell’esercizio come terapia aggiuntiva per le donne con GDM. L’American College of Obstetricians and Gynecologists e l’American Diabetes Association,  hanno suggerito che le donne senza particolari controindicazioni mediche, devono essere incoraggiate a iniziare un programma di esercizio moderato come parte di trattamento terapeutico per il GDM. Un esercizio fisico, eseguito ad un’intensità da bassa a moderata per circa 20-45 minuti, 3 giorni a settimana può essere molto importante. Le donne nel gruppo di esercizio hanno raggiunto livelli simili, in termini di benefici, a chi faceva uso della sola terapia insulinica, suggerendo che un regime di esercizio fisico può essere un trattamento terapeutico sicuro. Anche un programma di esercizi di forza è stato efficace nel ridurre significativamente la terapia insulinica. Questi risultati suggeriscono fortemente che l’esercizio fisico di forza può essere un’alternativa/integrazione all’attività aerobica, nella gestione di GDM. È importante sottolineare che per alcune donne, gli esercizi di forza, possono essere eseguiti anche più comodamente rispetto all’esercizio aerobico, in quanto nella tarda gravidanza, l’assetto posturale e le modificazioni fisiologiche potrebbero creare difficoltà nell’aderenza.

Le donne con diabete in gravidanza sono più a rischio nello sviluppare disturbi ipertensivi e pre-eclampsia. L’Esercizio fisico regolare in gravidanza ha dimostrato il suo fattore protettivo contro lo sviluppo della pre-eclampsia. Lo sviluppo di GDM è un fattore di rischio significativo per lo sviluppo di un futuro diabete. Si è previsto che fino al 50% delle donne negli studi, avrà una ricorrenza di GDM successivo alla gravidanza, mentre il 40-60% mostrerà deterioramento del metabolismo dei carboidrati e sviluppo di diabete di tipo 2 entro 10 anni. Pertanto, se l’esercizio prenatale regolare conferisce protezione contro lo sviluppo di GDM, può anche aiutare a prevenire il diabete di tipo 2, specialmente se le donne riprendono il regolare esercizio fisico dopo il parto e rimangono attive nel tempo. Il regolare esercizio in gravidanza può migliorare la resistenza insulinica periferica, riducendo l’eccesso di nutrienti per il feto e quindi fornire protezione contro l’eccessiva crescita fetale.

Anche i livelli di emoglobina glicata, che riflettono un controllo glicemico a lungo termine, vengono migliorati in modo significativo grazie all’esercizio fisico. Ci sono spiegazioni fisiologiche che sostengono l’utilizzo di esercizio fisico come coadiuvante terapeutico, anche per il miglioramento della glicemia post-prandiale, nelle donne con GDM, in quanto il controllo della glicemia post-prandiale non riesce ad essere controllato con il solo intervento nutrizionale. L’esercizio fisico altera l’espressione delle proteine muscolari coinvolte nella reattività dell’insulina. L’attivazione di muscoli grandi, come agli arti inferiori, migliora l’assorbimento di glucosio. Infatti nel diabete di tipo 2, gli effetti acuti dell’esercizio fisico aerobico, sono in grao di regolare il metabolismo del grasso e del glucosio. Questo migliora la sensibilità all’insulina, favorisce l’assorbimento del glucosio, con una diminuzione dei livelli di glucosio nel sangue fino a 72 ore. L’assorbimento del glucosio è influenzato anche dalla durata e intensità di esercizio: più intenso è l’esercizio, più forte è l’effetto dell’abbassamento glicemico. I risultati di questi studi suggeriscono che un programma sia di tipo aerobico, che di forza, appare ugualmente efficace purché venga eseguito almeno ad un’intensità moderata o superiore, per 20-30 minuti, da 3 a 4 volte la settimana. Per favorire maggiormente l’aderenza ai programmi di attività, bisogna che la seduta di esercizio venga individualizzata ed adattata ad ogni persona (anche con programmi domiciliari), così da soddifare le esigenze e le propensioni a diversi tipi di attività.

Le donne obese hanno in media un rischio maggiore di 3,6 volte, per lo sviluppo di GDM rispetto alle donne con peso normale.

Le donne che riportano i più alti livelli di attività fisica nei 12 mesi prima della gravidanza hanno un rischio di GDM più basso del 55%, rispetto alle donne meno attive.

Le donne con i più alti livelli di attività fisica riducono il loro rischio per GDM del 24%.

L’Esercizio Fisico è approvato e raccomandato dall’American College of Obstetricians and Gynecologists, American Diabetes Association e l’American College of Sports Medicine, come terapia aggiuntiva per le donne con GDM.

Sia l’obesità materna che il GDM conferiscono rischi sia a breve che a lungo termine, per la madre e la prole.

BIBLIOGRAFIA

Hopkins S.A. e Artal R. The role of exercise in reducing the risks of gestational diabetes mellitus” Women’s Health (2013) 9(6), 569-581

Harrison et al “Exercise improves glycaemic control in women diagnosed with gestational diabetes mellitus: a systematic review”, Journal of Physiotherapy 62 (2016) 188–196

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Dott. Fabio Perna

Chinesiologo Clinico (Specialista in Esercizio Fisico Adattato). Aree di interesse: Osteoporosi - Cardiopatie - Recupero Motorio Post-riabilitativo - Rieducazione Posturale - Malattie Metaboliche (Diabete Mellito, Sindrome Metabolica, Obesità) Consulenza: dott.fabioperna@gmail.com

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