Benefici e Prescrizione dell’Esercizio Fisico nella Malattia Coronarica

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L’American Heart Association ha stabilito che lo stile di vita sedentario è un importante fattore di rischio modificabile per lo sviluppo di malattia coronarica. Sulla base di dati sostanziali, molte organizzazioni sanitarie hanno raccomandato un aumento di esercizio fisico, per migliorare la fitness cardio-respiratoria. Inoltre, diversi studi suggeriscono che l’alta intensità aerobica, è associata a maggiori risposte sul controllo del glucosio, sensibilità all’insulina e perdita di grasso viscerale.

ESERCIZIO FISICO E FATTORI DI RISCHIO CARDIOVASCOLARI

L’effetto più consistente dell’esercizio aerobico sui lipidi, riguarda la lipoproteina HDL (colesterolo buono), migliorata con un esercizio fisico vigoroso. Un recente articolo di recensione di Tambalis et al., ha riportato un aumento di HDL di circa il 9,8%, già con un esercizio di tipo moderato. L’American Diabetes Association, spiega che la combinazione di allenamento aerobico e di forza, riesce a massimizzare il miglioramento del controllo glicemico in soggetti con diabete tipo 2. E’ bene ricordare che l’essere attivi è benefico indipendentemente dal fatto che ci sia una perdita di peso. Ad esempio Whelton ed altri, in una meta-analisi di 54 studi controllati, hanno osservato che l’esercizio fisico era associato a riduzioni di -3,8 e -2,6 mmHg, nella pressione sistolica e diastolica. Allo stesso modo, una recente meta-analisi di Cornelissen e altri, ha dimostrato che l’esercizio aerobico, è associato a riduzioni della pressione sanguigna nei partecipanti con pressione sanguigna normale (sistolica: -2,4, diastolica: -1,6 mmHg), partecipanti in pre-ipertensione (sistolica: -1,7, diastolica: -1,7 mmHg) e in ipertensione (sistolica: -6,9, diastolica: -4,9 mmHg).

L’esercizio è correlato alla riduzione della resistenza vascolare sistemica (-7,1%), concentrazione plasmatica di norepinefrina (-28,7%) e renina (-19,8%).

ESERCIZIO FISICO E PREVENZIONE SECONDARIA NELLA MALATTIA CORONARICA

Quelli che pensano di non avere tempo per l’esercizio fisico, prima o poi dovranno trovare il tempo per la loro malattia. In uno studio sull’uso dell’esercizio fisico nella prevenzione secondaria, in quasi 15.000 uomini e donne, ha mostrato una riduzione del 10% circa del rischio di mortalità generale. In un altro studio, la mortalità totale è stata diminuita del 2% per ogni aumento dell’1% del Picco di ossigeno. Molti soggetti con malattia coronarica hanno dislipidemia, bassi livelli di HDL e / o alti livelli di trigliceridi, i quali migliorano con l’esercizio.

In uno studio su 277 soggetti con malattia coronarica stabile, si è osservata una diminuzione della sensibilità alla proteina C reattiva, di circa il 40%. La clinica ha dimostrato che la perdita di peso è associata a riduzioni nella mortalità totale, e questi miglioramenti ci sono stati nei soggetti che hanno integrato nel trattamento l’esercizio fisico. I dati di Ades et al hanno dimostrato che una perdita di peso utilizzando una spesa calorica elevata (3.000-3.500 kcal / settimana), tramite l’esercizio fisico, è stato associato con ridotta insulino-resistenza e miglioramento del profilo lipidico, oltre a ridurre la pressione sanguigna.

Si è anche dimostrato che soggetti con depressione che hanno completato il trattamento con esercizio fisico, avevano il 70% in meno di mortalità a distanza di 3 anni, rispetto ad un gruppo di controllo di soggetti con malattia coronarica depressi, che non ha partecipato al trattamento.

Una delle prime principali meta-analisi di O’Connor et al. nel 1989, includeva 22 studi randomizzati controllati con 4.551 soggetti con malattia coronarica. Questa importante meta-analisi, ha dimostrato riduzioni della mortalità totale e cardiovascolare del 20%-25%, dopo il trattamento di esercizio fisico. Inoltre, vi è stata una significativa riduzione del 37% nella morte improvvisa.

Una meta-analisi più recente di 8.440 partecipanti da 32 studi randomizzati controllati, hanno dimostrato una riduzione del 31% nella mortalità.

Dati di soggetti a seguito di un intervento coronarico percutaneo, circa 2.395, sottoposti ad esercizio fisico, hanno riportato un beneficio con una riduzione del 45% (P <0,001) nella mortalità per tutte le cause durante un follow-up di 6 anni, con una forte riduzione della mortalità, tra coloro che hanno partecipato a programmi di esercizio fisico come trattamento riabilitativo.

Suaya e al. ha riportato tra gli anziani che hanno partecipato al trattamento con esercizio, una riduzione della mortalità a 5 anni, del 34%.

PRESCRIZIONE DELL’ESERCIZIO FISICO NELLA MALATTIA CORONARICA

Sebbene l’esercizio nella prevenzione secondaria è spesso di tipo aerobico, si è recentemente dimostrato anche l’importanza di integrare esercizi di forza muscolare per migliorare la sopravvivenza. L’intensità generalmente raccomandata, per questioni di sicurezza, è di un livello “moderato” (circa 5-7 / 10 della scala di borg).

L’evidenza suggerisce che l’esercizio fisico fornisce benefici sulla fitness cardio-respiratoria, indici di obesità, profilo lipidico, infiammazione, fattori di rischio psicologico etc, portando così a una riduzione maggiore della morbilità e mortalità cardiovascolare sia nella prevenzione primaria che secondaria.

BIBLIOGRAFIA

SWIFT DL et al. “Physical Activity, Cardiorespiratory Fitness, and Exercise Training in Primary and Secondary Coronary Prevention” Review, Circulation Journal Vol.77, February 2013.

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Dott. Fabio Perna

Chinesiologo Clinico (Specialista in Esercizio Fisico Adattato). Aree di interesse: Osteoporosi - Cardiopatie - Recupero Motorio Post-riabilitativo - Rieducazione Posturale - Malattie Metaboliche (Diabete Mellito, Sindrome Metabolica, Obesità) Consulenza: dott.fabioperna@gmail.com

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